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Parole chiave della ricerca: PEEK


Ingranaggi in PEEK nel motore

3 marzo 2009 - Il tecnopolimero della Victrex utilizzato per alcuni componenti degli alberi di bilanciamento.Metaldyne ha sostituito il metallo con il PEEK, tecnopolimero ad alte prestazioni, nella produzione degli ingranaggi degli alberi di bilanciamento, componenti meccanici utilizzati nell'industria automotive. Rispetto agli ingranaggi tradizionali realizzati in ferro o in acciaio, il PEEK fornito dalla britannica Victrex ha consentito di ottenere una diminuzione del 70% a livello di inerzia e di peso, come spiega Aaron Clark, Engineering Manager in Metaldyne Powertrain Products: “Questi fattori sono particolarmente importanti in quanto un peso inferiore e la minore inerzia consentono una riduzione compresa fra il 3 e il 9% dei consumi energetici, che si traduce in un risparmio di carburante. Utilizzando polietereterchetone per gli ingranaggi si contribuisce altresì a migliorare l'impatto acustico, le vibrazioni e la performance di robustezza (NVH)". I moduli dell'albero di bilanciamento sono utilizzati per annullare le forze di oscillazione intrinseca associate ai motori in linea a 4 cilindri. “Poiché i moduli imprimono un doppio effetto rotatorio al motore, fino a 15.000 giri al minuto, normalmente i polimeri non vengono utilizzati - spiega Clark -. Le massime temperature operative in un motore a 4 cilindri si avvicinano ai 155° C e la maggior parte delle materie plastiche non sopporta queste condizioni operative. Abbiamo scelto il polimero Victrex PEEK proprio per la sua capacità unica di sopportare una tale temperatura, oltre al fatto che riesce a mantenere tutte le sue proprietà, compresa la resistenza alla fatica, quella chimica, l'elevata resistenza termica e la forza". Benefici si ottengono anche in termini di costi di investimento e tempi di consegna: "La tempistica di produzione può essere in praticadimezzata rispetto a quella necessaria per produrre ingranaggi metallici - aggiunge Clark -. Grazie al fatto che gli ingranaggi sono stampati ad iniezione, non sono necessarie lavorazioni secondarie, eliminando così l’esigenza di macchine rettificatrici. Possiamo procedere immediatamente all'assemblaggio degli ingranaggi nei moduli degli alberi di bilanciamento, che sono quindi pronti all'uso. Tutto ciò che produce un significativo risparmio di costi” .

PEEK al carbonio

10 febbraio 2009 - Victrex introduce sul mercato nuovi gradi caricati con fibra di carbonio al 20% e 40%.Il polietereterchetone, o PEEK, è di per sé un tecnopolimero dalle elevate prestazioni meccaniche, che possono essere ulteriormente incrementate rinforzando la matrice polimerica con fibre di vetro o di carbonio. Il principale produttore mondiale di PEEK, la britannica Victrex, ha recentemente introdotto sul mercato due nuovi gradi rinforzati con fibra di carbonio destinati alla produzione di particolari caratterizzati da geometrie complesse, con sezioni incrociate o con elevate lunghezze di flusso, per i quali è richiesta una maggiore resistenza dei sistemi, siano essi statici o dinamici. Tipiche applicazioni sono componenti di forma complessa come le sedi dei cuscinetti o gli anelli di sigillatura utilizzati in ambiti industriali o nei trasporti, dove i carichi meccanici statici o dinamici sono applicati a temperature elevate. I due tipi Victrex PEEK 90HMF20 e 90HMF40 contengono rispettivamente il 20% e il 40% di fibra di carbonio e si basano su una speciale formulazione del polimero caratterizzata da elevato scorrimento. Secondo il produttore, i due gradi offrono eccellenti prestazioni di resistenza alla fatica, forza, modulo e tenacità mantenendo al contempo le qualità intrinseche di questo polimero in termini di basso creep, coefficiente di espansione termica e resistenza chimica anche in ambienti aggressivi. “Il lancio di questi nuovi gradi e compound è una dimostrazione di come Victrex sia costantemente impegnata nel rispondere a specifiche domande di mercato – ha dichiarato Mark Maddern, Global Product Manager Victrex -. Abbiamo recepito questa specifica istanza in merito a materiali dotati di superiore forza e resistenza alla fatica anche in contesti caratterizzati da alte temperature”. Secondo la società, grazie alle eccellenti prestazioni meccaniche anche in presenza di elevate temperature – oltre i 340°C, in prossimità del punto di fusione del polimero – questi nuovi gradi consentirebbero di sostituire metalli e di altri materiali plastici non trasformabili a temperature elevate come ad esempio le poliimmidi. Le condizioni di stampaggio raccomandate per entrambi i nuovi gradi prevedono l’essiccazione prima dell’uso per tre ore a 150°C o per due ore a 160° C, una temperatura dell’ugello del cilindro di 380°C, mentre quella delle attrezzature intorno ai 190°C, e, per finire, una velocità d’iniezione medio/alta.

Tre anni di PEEK in mostra al Plast09

30 gennaio 2009 - In Fiera Victrex farà il punto sulle ultime novità nei polietereterchetoni.La società britannica Victrex, ad oggi il principale produttore al mondo di PEEK (unico polimero in portafoglio, caso assai raro nell'industria chimica), sarà presente anche quest'anno al Plast09 di Milano (Pad. 20, stand n. B 22) per presentare gli ultimi sviluppi sia i termini di prodotti che di applicazioni. Si va dai film Aptiv, che conferiscono le proprietà del polieterterchetone a un supporto flessibile, ai rivestimenti Vicote, disponibili in versioni elettrostatiche e a dispersione, senza dimenticare i tipi speciali, come i quattro gradi Victrex T-Series che combinano i benefici di questo polimero con quelli del PBI Celazole o i tipi HMF, rinforzati con fibra di carbonio per offrire superiori proprietà meccaniche e di resistenza alla fatica.  In mostra nello stand Victrex anche la gamma di prodotti conformi alle normative FDA per applicazioni nel settore alimentare, e la famiglia PEEK-HT, potenziata al fine di aumentare le possibilità di compoundazione. Da segnalare anche i gradi della serie Ultra-High Purity (UHP), caratterizzati da eccellente purezza e destinati ad applicazioni particolarmente critiche con specifico riferimento al degassamento e ai componenti estraibili. Fra i comparti applicativi più rilevanti per il nostro mercato, Reinhard Veljovic’ - rappresentante italiano di Victrex Europe - cita il settore alimentare: “Il nostro PEEK viene considerato come il polimero più performante attualmente disponibile sul mercato e risulta del tutto adatto a queste specifiche esigenze. Risponde infatti ai requisiti richiesti dall’FDA ed è garantito per l’uso ripetuto a contatto con gli alimenti”. Per queste caratteristiche, aggiunge Veljovic’, il PEEK ha sostituito l’acciaio inox, l’acetalica e la poliammide in molte lavorazioni dell’alimentare, riducendo la necessità di manutenzioni frequenti dei componenti, oppure i problemi legati alla contaminazione da metalli, sfaldatura e deterioramento dovuto a vapore o a sostanze chimiche aggressive. Altri settori applicativi  interessanti per il tecnopolimero Victrex  sono quelli del oil&gas, automobile, aeronautica, nautica e industria elettronica.

Victrex chiude l'anno in positivo

19 dicembre 2008 - I ricavi sono aumentati dell'8% nell'esercizio terminato il 30 settembre scorso. Nonostante la crisi, confermato l'impegno nello sviluppo applicativo e dei mercati.Il produttore britannico di PEEK ha chiuso il 30 settembre scorso l'esercizio fiscale 2007/2008 con ricavi per 141,1 milioni di sterline e profitti al lordo delle imposte pari a 55 milioni, con un incremento, rispettivamente, dell'8% e del 6%. Risultati che coronano i primi trent'anni dalla sintesi del polietereterchetone, festeggiati proprio quest'anno dal gruppo inglese. “Il 2008 è stato un buon anno per Victrex - ha commentato Anita Frew, presidente della società - Guardando avanti, è chiaro che il 2009 sarà un anno impegnativo; tuttavia, il gruppo rimane in una solida posizione finanziaria con un bilancio sano e una buona generazione di flussi di cassa". Nel corso dei dodici mesi, le nuove applicazioni del tecnopolimero sono state 2.978 contro i 2.411 progetti del 2006/2007. Sul fronte degli investimenti, la società ha completato la costruzione del secondo impianto per la produzione di polimeri e adeguato gli impianti per la produzione di materie prime e la filtrazione. "Anche se l'attuale contingenza economica sta provocando dei contraccolpi diretti sulle vendite nel breve termine, rimangono in essere i fondamentali di crescita nei nostri mercati di riferimento e il nostro indice di sviluppo applicazioni rimane forte - ha aggiunto Frew - Di conseguenza, rimane vivo il nostro impegno dedicato alla crescita tramite lo sviluppo di nuove applicazioni". Vedi anche: Trent'anni di PEEK

Trent'anni di PEEK

12 novembre 2008 - In questi giorni ricorre il 30º anniversario della nascita del polietereterchetone, scoperto da ICI ma lanciato sul mercato dalla britannica Victrex.Il PEEK, tecnopolimero ad altissime prestazioni per applicazioni 'estreme', compie in questi giorni trent'anni: la sua scoperta risale infatti al novembre del 1978 nei laboratori della britannica ICI. Polimero di nicchia, il PEEK ha conosciuto un forte sviluppo di mercato con la nascita di Victrex, società sorta da un'operazione di management-buy-out alla metà degli anni '90 proprio per produrre e commercializzare questo materiale. "All’epoca era un business di dimensioni particolarmente contenute su cui lavoravano pochi addetti - spiega Richard Okupniak, Managing Director Victrex PEEK -, mentre oggi Victrex impiega oltre 500 addetti nel mondo e opera tramite due siti produttivi tra i più avanzati con una capacità totale di 4.250 tonnellate annue". Sebbene negli ultimi anni siano entrati sul mercato nuovi player - tra cui Solvay ed Evonik - Victrex mantiene saldamente la leadership di mercato, anche grazie a ingenti investimenti nella ricerca e nelle capacità produttive, che hanno consentito di offrire sul mercato una gamma differenziata di prodotti. Oltre al polimero in granulo, la società britannica propone anche i film Aptiv e i rivestimenti Vicote, entrambi a base di polietereterchetone. "Abbiamo il completo controllo sul BDF (benzofenone difluoruro monomero) la materia prima necessaria per la nostra supply-chain, unica nel nostro mercato - aggiunge Okupniak -. Grazie all’integrazione verticale, la Victrex è in grado di fornire controllo e stabilità sui materiali che produce, e questo ha un impatto diretto sulla qualità del prodotto". Il PEEK viene utilizzato in applicazioni diverse che vanno dall’automobile al settore dell’energia fino all’elettronica di consumo.

PEEK con PBI e carbonio

29 settembre 2008 - Victrex ha lanciato un nuovo grado della famiglia T-Series per applicazioni critiche.Per applicazioni che richiedono elevati profili prestazionali in termini di resistenza meccanica, alto modulo e ridotto creep, la britannica Victrex ha introdotto sul mercato TF-60C, un compound della famiglia T-Series a base di polietereterchetone (PEEK), polibenzimidazole (PBI) Celazole prodotto da PBI Performance Products e rinforzo di fibra di carbonio. In particolare, il materiale è stato sviluppato per rispondere alle richieste provenienti dai settori dell'elettronica e dei semiconduttori, per dispositivi di saldatura, cassette, trasporto wafer, processi elettrolitici e deposizione vapore (PVD). Secondo Mark Maddern, Global Product Manager Victrex, “Questi prodotti si qualificano oggi come i termoplastici dalle migliori prestazioni sul mercato. Sono facilmente trasformabili e particolarmente adatti ad applicazioni che richiedono il mantenimento delle proprietà fisiche e di resistenza all'usura anche in presenza di contesti termici elevati”. Maddern aggiunge: “I compound di questa serie offrono prestazioni eccellenti dal punto di vista meccanico a temperature che possono arrivare fino a 300 °C e rappresentano, pertanto, l'opzione ideale per la sostituzione di metalli e di materiali plastici non trasformabili con i normali sistemi come nel caso delle poliammidi”.

Victrex: nuovi PEEK in arrivo

8 luglio 2008 - Le strategie della società illustrate a Polimerica da Wolfgang Reimer, direttore generale di Victrex Europa.In occasione di un incontro con la stampa tenutosi nei giorni scorsi a Milano, Wolfang Reimer, (nella foto) responsabile europeo della Victrex ha concesso un'intervista a Polimerica per spiegare le future strategie del gruppo britannico, anche in considerazione del recente ingresso di nuovi competitor nel mercato del PEEK.Nel primo semestre dell'anno fiscale 2007/2008, conclusosi il 31 marzo scorso la società ha visto crescere i ricavi del 3% a circa 68,5 milioni di sterline (86,1 milioni di euro), con profitti pari a 27,1 milioni, sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio. In volume, la crescita è stata del 6% per complessive 1.294 tonnellate, con un incremento più sostanzioso, intorno al 10%, nel settore auto (365 ton contro 324 ton).Negli ultimi anni sono entrati sul mercato - o ne hanno annunciato l'ingresso – due nuovi produttori di PEEK: Solvay e Evonik (ex Degussa). La cosa vi preoccupa?In realtà abbiamo sempre avuto concorrenti. Negli anni '80 c'era la BASF, che si è ritirata nella seconda metà degli anni '90. È comunque vero che all'inizio degli anni 2000 non avevamo dei concorrenti diretti, anche se non mancava, allora come oggi, la concorrenza di altri tecnopolimeri ad elevate prestazioni. Rispetto ai nuovi competitor seguiamo i loro sviluppi, non li sottovalutiamo, ma nemmeno li temiamo. Crediamo molto nei nostri punti di forza: abbiamo sviluppato il materiale, il processo produttivo e oggi abbiamo raggiunto un livello qualitativo molto elevato; inoltre, il PEEK è l'unica famiglia di polimeri di cui disponiamo e, quindi, possiamo dedicare ad essa tutte le nostre energie tecniche e commerciali, forti di uno staff di oltre 500 persone. Riteniamo senza arroganza di essere i leader di mercato e quindi toccherà ai nostri concorrenti raggiungerci: se avranno abbastanza fiato e resistenza per correre e saranno in grado di sviluppare nuove applicazioni e mercati, ben vengano. Del resto consideriamo questo interesse nei confronti del PEEK un segnale della validità del lavoro condotto in questi anni per diffonderne l'utilizzo e la conferma che il mercato é promettente. Per il resto, preferiamo concentrarci su noi stessi e fissare i nostri obiettivi, senza farci condizionare. Due anni fa avete introdotto i rivestimenti Vicote, l'anno scorso i film Aptiv. Per il 2008 avete qualche novità nel cassetto?Negli ultimi anni abbiamo introdotto nuovi prodotti, e anche nel 2008 non mancheranno le novità: posso annunciarle in anteprima che entro la fine dell'anno presenteremo una nuova serie di tecnopolimeri a base poliarileterchetone dalle caratteristiche molto interessanti, anche se non posso fornire al momento ulteriori dettagli in merito. E per quanto concerne nuovi settori applicativi, c'è qualcosa di nuovo?Dopo aver ampliato il nostro impianto produttivo di Hillhouse, in Gran Bretagna, dove la produzione è stata incrementata di circa 1.500 t/a, vogliamo entrare in nuovi mercati, soprattutto nell'Est Europa, e sviluppare nuovi settori applicativi, per esempio quello dell'energia e dell'oil&gas, dove i nostri materiali offrono un insieme di caratteristiche difficilmente raggiungibile da alti polimeri.Ci interessano anche nuovi ambiti di processo, come ad esempio la sinterizzazione laser per la prototipazione rapida di particolari complessi, dove stiamo collaborando con un partner per lo sviluppo di gradi PEEK con viscosità ottimizzata. Altri ambiti di sviluppo riguardano il rivestimento di parti metalliche per il settore delle pompe o l'estrusione di tubi sottili per applicazioni petrolifere, in particolare il cablaggio delle attrezzature di estrazione poste a grande profondità sul fondo marino. Non avendo trovato una tecnologia adeguata sul mercato, abbiamo messo a punto internamente un processo di estrusione per produrre tubi di grande lunghezza, al contempo sottili, uniformi e dimensionalmente stabili.Un altro settore di grande interesse è lo sviluppo di materiali compositi avanzati per il settore aerospaziale. Quando quattro anni fa ci siamo presentati al JEC di Parigi, nessuno capiva cosa ci facessimo lì; quest'anno, invece, la tecnologia di impregnazione di fibre continue con una dispersione del nostro polimero ha riscosso molto interesse e sono in fase di sviluppo i primi progetti, alcuni dei quali già completati, come nel caso di un velivolo militare. Sviluppi promettenti anche nel settore dei film?Riteniamo che ci sia un potenziale molto rilevante per i nostri film Aptiv e siamo particolarmente fieri di poter offrire oggi al mercato anche spessori molto sottili (6-750 micron) con larghezze fino a 1.500 mm. Questi film offrono un profilo del tutto unico, che rimane insuperato anche rispetto ad altri materiali come le poliimmidi, le polietereimmidi o il PTFE, se si considerano le proprietà meccaniche, termiche, la resistenza chimica, all'abrasione e l'assorbimento di umidità. Abbiamo già identificato opportunità in applicazioni esistenti, ma il nostro interesse è rivolto alle nuove tecnologie come, ad esempio, fotovoltaico, tracciabilità RFID, display flessibili e transistor su film sottili. Tornando al vostro impianto produttivo: cosa vi ha spinto a investire in Europa e non sui mercati emergenti dell'Asia, come invece hanno fatto altri grandi gruppi chimici?Ci siamo posti questo problema quattro anni fa e tra le varie opzioni c'era anche la creazione di nuove capacità in Asia. Abbiamo scelto di localizzare il nuovo impianto presso il sito produttivo esistente per sfruttare le infrastrutture, le tecnologie e il know-how di cui già disponiamo, che ci consentono di garantire la qualità della nostra produzione su una scala così elevata. Un conto è produrre quantità limitate di PEEK in un impianto di prova, altro è trasferire questo know-how su un impianto di produzione. Sotto il profilo dei costi, inoltre, possiamo gestire due impianti con lo stesso personale, senza dover duplicare funzioni e competenze.Nel nostro sito produttivo in questi anni abbiamo investito lungo la filiera integrandoci prima a monte, nella produzione di BDF, quindi a valle, nel settore dei film e del coating, però sempre nell'ottica di non entrare in concorrenza con i nostri clienti; siamo entrati direttamente solo nelle nicchie non presidiate, dove c'era uno spazio libero, con l'obiettivo di diffondere l'impiego dei nostri materiali o ampliarne l'ambito applicativo.Poiché la vicinanza ai clienti resta fondamentale, lo scorso anno abbiamo aperto una nuova sede commerciale a Pechino e dal 2006 disponiamo di un centro di supporto tecnico-commerciale a Shanghai. Sui mercati emergenti continueremo ad investire sulle attività commerciali e di supporto ai clienti. Il mercato italiano resta interessante?Solo in Italia sono in fase di sviluppo, a diversi stadi, circa 450 applicazioni con il nostro PEEK. In alcuni casi siamo allo stato embrionale, in altri siamo vicino all'industrializzazione. Ciò testimonia il forte interesse del mercato verso il nostro polimero. Read this news in English on Polimerica.eu

Sensore incapsulato nel PEEK

30 giugno 2008 - Il dispositivo è destinato all'industria della trivellazione.La società francese CG.TEC Injection, specializzata in tecnologie per il microstampaggio di materiali plastici, ha selezionato il PEEK della Victrex per incapsulare integralmente un sensore miniaturizzato (10 mm di lunghezza per 3 mm di diametro) destinato alle attrezzature di trivellazione profonda. I sensori operano con pressioni elevate, anche di 1400 bar, e sollecitazioni meccaniche estreme, con temperature che possono raggiungere i 180- 200 °C, in presenza di idrogeno, zolfo, metano, biossido di carbonio, acqua salata e petrolio. Una volta che il progetto del sensore è stato approvato, CG TEC ha messo a punto lo stampo. L'intero processo di industrializzazione e lo start-up della produzione hanno richiesto 1200 ore di lavoro mentre sono state 330 quelle necessarie per attività di ricerca e sviluppo.

Solvay stringe accordo con Epic nel PEEK

27 giugno 2008 - La società inglese distribuirà polimeri e compound in Francia e Germania.Solvay Advanced Polymers e il compoundatore britannico Epic Polymers hanno stretto un accordo strategico per la distribuzione in Germania e in Francia di tecnopolimeri a base PEEK, proposti dalla società statunitense con i marchi KetaSpire e AvaSpire. In particolare, Epic distribuirà, senza vincolo di esclusiva, i due tecnopolimeri di Solvay Advanced Polymers e svilupperà in proprio compound specifici a base di questi materiali. Primo frutto dell'accordo è la serie Tribocomp PEEK TS9, che incorpora una nuova tecnologia di lubrificazione che la società dichiara più efficace alle alte temprature rispetto all'accoppiata PEEK-PTFE.A maggio, Solvay aveva raggiunto un accordo di distribuzione con B. Bigler per  Svizzera, Austria e Germania.

Connettori in PEEK per le chiavette USB

17 giugno 2008 - Il tecnopolimero della Victrex può sostituire la scocca di metallo e l'anima di gomma dei dispositivi USB.La società britannica ha annunciato che il polimero Victrex PEEK è stato specificato da InnoDisk Corporation, uno dei maggiori produttori del mondo di dispositivi di archiviazione veloce, come valida alternativa ai connettori metallici nelle chiavette USB per la memorizzazione dei dati. Il tecnopolimero offrirebbe ai produttori maggiore flessibilità di design e tempi di sviluppo più brevi, contribuendo a ridurre i costi di produzione. Secondo Victrex, l’integrazione dei connettori metallici e del nucleo del dispositivo USB in un solo componente contribuirebbe a diminuire in misura significativa la complessità produttiva riducendo il peso del dispositivo. “La scelta di Innodisk di adottare il Victrex PEEK dimostra non solo le eccellenti qualità fisiche e chimiche del nostro materiale, ma anche la nostra capacità di fornire il necessario supporto ai clienti finalizzato alla differenziazione dei propri prodotti – ha commentato Gary Li, Country manager di Victrex Taiwan -. I connettori USB realizzati con il nostro polimero possono potenzialmente rivoluzionare questi dispositivi, così come altre analoghe applicazioni”.

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