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Parole chiave della ricerca: PEEK


Fascette per cavi in PEEK

30 settembre 2004 - Capaci di resistere a temperature molto elevate, trovano applicazione nell'industria petrolifera e nel settore aerospaziale. La società statunitense Click Bond, produttrice di sistemi di fissaggio,  ha messo a punto speciali fascette in PEEK (della Victrex) stampate ad iniezione in un unico pezzo, destinate al raggruppamento e al fissaggio in sicurezza di fili e cavi. La scelta di un materiale ad alte prestazioni è motivata dalla destinazione di questi prodotti, utilizzati in applicazioni esposte ad elevate temperature, dalla trivellazione petrolifera ai componenti aerospaziali, tra cui satelliti e  sistemi militari sensibili. I cavi che corrono lungo l’intera lunghezza di una fusoliera di un aeroplano o attorno ad un motore necessitano di essere raccolti in modo da evitare il contatto con fonti di calore, o sporgenze irregolari con bordi taglienti. Generalmente le fascette sono prodotte in poliammide, un materiale adatto nella maggior parte dei casi, ma non in ambienti sottoposti ad alte temperature, che possono superare i 200°C. La ridotta idrolisi e il degassamento contenuto rendono questo materiale particolarmente interessante nelle applicazioni aerospaziali, dove alle fascette viene richiesta un'elevata stabilità dimensionale; inoltre il PEEK non contiene alogeni e produce un livello molto basso di fumi e gas tossici in caso di combustione.

Victrex al K'2004

9 settembre 2004 - Applicazioni del polietereterchetone saranno esposte nel corso della manifestazione tedesca. Annunciati dalla società nuovi investimenti in Cina. A Düsseldorf sarà presente anche la tedesca Victrex, che nel proprio stand (Pad. 5, stand A41) porterà alcune recenti applicazioni del tecnopolimero ad altre prestazioni PEEK. Tra i materiali esposti, Victrex PEEK 90 G, un polieteretechetone ad elevato scorrimento che offre lo stesso profilo di prestazioni del PEEK standard, ma con in più una superiore capacità di scorrimento. Questo grado è  anche disponibile come compound rinforzato  con il 30% di fibra vetro o di fibra di carbonio. In mostra anche Ultra-high purity Victrex PEEK 450 U002, sviluppato per camere sterili o per applicazioni sotto vuoto, quando è necessario minimizzare gli estraibili e il degassamento. Si rivela perciò ideale per il settore farmaceutico, per il mercato dei semiconduttori e per l’ambito delle analisi chimiche. PEEK-Classic è un nuovo prodotto biocompatibile per applicazioni che prevedano il contatto con sangue per meno di 30 giorni. Il prodotto viene fornito da Invibio, una consociata totalmente controllata da Victrex plc. La società ha anche annunciato investimenti per espandere la sua presenza in Cina e sui mercati asiatici: è previsto il potenziamento del personale tecnico e di vendita nelle filiali di Shanghai e di Taipei, nonché la costruzione di un centro tecnologico e commerciale a Shanghai (in programma per il 2005), che andrà ad aggiungersi ai centri già attivi in Gran Bretagna e Giappone. Sono in fase di valutazione anche la realizzazione di un nuovo sito produttivo in Cina, con capacità di 2.000 tonnellate annue, o l'aggiunta di 1.000 tonnellate all'attuale capacità del sito britannico. La decisione finale sarà presa nel 2005.

Victrex rafforza il marchio

15 giugno 2004 - Nuovi logo corporate e di prodotto per rivitalizzare l'immagine. I nuovi marchi, pur non discostandosi radicalmente dai precedenti,  sono stati aggiornati introducendo formati più chiari in blu e in grigio, che mettono meglio in risalto il simbolo e il nome.  Dave Hummel, Chief Executive Victrex ritiene che la rapida crescita e l’espansione geografica di Victrex negli ultimi anni abbia determinato  delle differenze nell’applicazione del logo della società, sia a livello corporate che di prodotto: "Abbiamo quindi mutuato l’energia e la forza investita nei nostri brand e li abbiamo proiettati all’esterno in una forma  chiara e riconoscibile per i nostri clienti", ha affermato. Victrex ha inoltre introdotto un logo sub-branding - “Made with 100% Genuine Victrex PEEK” - che i clienti potranno inserire sulle confezioni dei propri prodotti e sul materiale promozionale. 

Resina fenolica e fibre di carbonio

14 giugno 2004 - Vyncolit ha introdotto una nuova generazione di compositi rinforzati con fibre di carbonio destinata a competere con i tecnopolimeri di fascia alta. Il prodotto, denominato Vyntec, utilizza una matrice costituita da resina fenolica rinforzata con fibre di carbonio ed è destinato alla sostituzione dei metalli in applicazioni tecniche, in particolare in ambienti aggressivi. Secondo Willem Lossy, Marketing Manager Europe della Vyncolit: “Vyntec assicura un miglior controllo dei costi in applicazioni che in precedenza erano appannaggio esclusivo di materiali più costosi. Fondamentale, a questo proposito, è il fatto che rispetto a materiali alternativi quali PEI e PEEK, i risparmi sui costi assicurati da Vyntec non sono accompagnati da una riduzione delle prestazioni: i test effettuati dimostrano anzi che le prestazioni di Vyntec possono non solo uguagliare quelle di materiali di costo elevato, ma in molti casi addirittura superarle.” Utilizzando come rinforzo fibre di carbonio di peso ridotto, Vyntec presenta una densità contenuta (1,35-1,55 g/cm3), che si traduce in un elevato rapporto rigidità/densità. Inoltre, segnala la società, l’impregnazione ottimale delle fibre di carbonio assicura elevate proprietà termomeccaniche e di resistenza chimica, anche alle alte temperature, mentre le eccellenti caratteristiche tribologiche offrono elevata resistenza all’usura e basso coefficiente d’attrito ad alta temperatura. Grazie a queste sue proprietà, Vyntec è indicato nella produzione di pezzi interconnessi in movimento, o qualora risulti impossibile o sconsigliabile lubrificare le parti in movimento. E' il caso, per esempio, di rotori e giranti di pompe per vuoto o per fluidi, cuscinetti, elementi di tenuta di motori e impianti frenanti. Per verificare le effettive prestazioni di Vyntec, il materiale è stato sottoposto a una serie completa di test comparativi effettuati anche su polietereterchetone (PEEK) rinforzato con fibre di carbonio, generalmente considerato uno dei tecnopolimeri termoplastici più avanzati sotto il profilo delle prestazioni. Secondo Vyncolit: "In tutti i test condotti, tra cui prove di esposizione ad alte temperature e di invecchiamento in carburanti e olii per auto, nonché prove tribologiche (test BOR - Block on Ring), sono state misurate le prestazioni meccaniche e di usura; le prestazioni di Vyntec sono risultati sovrapponibili o sensibilmente superiori a quelle del tecnopolimero termoplastico PEEK".

Degussa firma accordo per la ricerca in Cina

5 maggio 2004 - Insieme con Changchun Jida High Performance Materials svilupperà nuovi polimeri resistenti alle alte temperature.L'accordo di cooperazione, per ora una lettera d'intenti, è stato firmato al Ministero tedesco dell'economia ed il lavoro alla presenza del Cancelliere Gerhard Schröder e del premier cinese Wen Jiabao. Il documento prevede lo sviluppo congiunto, la produzione e la vendita di polimeri per alte temperature, destinati ai settori aerospaziale, auto e E/E. L'accordo rafforzerà la business unit High Performance Polymers di Degussa, che già oggi ha in portafoglio prodotti ad alte prestazioni a base di PA12 e PBT. Changchun Jida High Performance Materials (Jida New Materials) è impegnata nella ricerca, sviluppo e produzione di tecnopolimeri a base di polieteresulfone (PES) e polietereterchetone (PEEK).Sito Internet: Changchun Jida High Performance Materials

Guarnizione in PEEK nei pozzi petroliferi

28 aprile 2004 - Il polimero della Victrex selezionato da CDI Seals per produrre le guarnizioni dei pistoni usati nella trivellazione dei pozzi. Le guarnizioni in PEEK equipaggiano le pompe per trasporto meccanico impiegate per la fratturazione e per acidificare  i pozzi. In questa applicazione, i fluidi lavorano nel pozzo con  pressioni fino a 1.030 bar per aprire la struttura geologica, in modo che possa fluire in superficie una maggiore quantità di petrolio. CDI Seals ha scelto il polimero Victrex PEEK per realizzare la femmina dell’anello adattatore, che riveste un ruolo cruciale nel sopportare il carico critico sulla guarnizione. Le guarnizioni  sono costituite da anelli sovrapposti, realizzati in PTFE, bronzo, gomma, acciaio e PEEK per la femmina dell’anello adattatore. Questo componente è cruciale, poiché sostiene l'effetto della pressione, notevolmente alta. In presenza di  pressioni elevate, i materiali più morbidi tendono infatti ad estrudere all’indietro, sull’anello adiacente, mentre l’ottone  o il bronzo non sono in grado di assicurare il necessario allungamento. Secondo la società produttrice del componente, il nuovo anello sarebbe in grado di raddoppiare la durata delle guarnizioni dei pistoni. Visti i buoni risultati raggiunti in un'applicazione così critica, CDI Seals ha sviluppato una seconda  famiglia di prodotti per usi industriali.

Dadi per connettori in PEEK

1 aprile 2004 - Technique Engineering è passata dal metallo al polietereterchetone per produrre i dadi accoppiati usati nei connettori elettrici.Per questa applicazione, la società statunitense ha scelto il PEEK Victrex, un polimero caratterizzato da elevate prestazioni meccaniche e chimiche. "Le parti stampate ad iniezione permettono di sostituire efficacemente i dadi in metallo, che in precedenza dovevano essere lavorati uno per uno e sottoposti ad altre operazioni secondarie - spiega Rudy Avramovich, titolare della Technique Engineering - I dadi in PEEK si caratterizzano per precisione, regolarità e possono essere prodotti in un'ampia varietà di colori". Sito web: Victrex

PEEK nel taglio dei metalli

15 gennaio 2004 - Tecnopolimero Victrex sostituisce le poliammidi nella produzione di cannelli da taglio a getto di plasma.La società statunitense Esab Welding and Cutting Products (www.esab.it) ha impiegato il polietereterchetone Victrex PEEK per l’isolamento elettrico dei suoi cannelli da taglio a getto di plasma. Scelto per sostituire una poliammide, questo polimero - afferma in una nota Victrex - sarebbe in grado di fornire le stesse prestazioni di isolamento e di resistenza termica, offrendo vantaggi economici e di processo, nonché una superiore durata in termini di esposizione al calore e resistenza allo scorrimento. I cannelli da taglio a getto di plasma sono impiegati per tagliare e lavorare parti metalliche. Adottano scariche ad elevato voltaggio elettrico per creare un arco, conosciuto come arco pilota, fra l’elettrodo (il corpo del cannello) e il pezzo da lavorare. Questo arco viene forzato all’interno di un piccolo foro posto nella testa dell’ugello, insieme con un effluente di gas a temperatura molto elevata, nel pezzo di metallo da lavorare. I cannelli da taglio a getto di plasma presentano generalmente due potenziali elettrici che devono essere entrambi isolati. Il tecnopolimero della Victrex è posto nella testa del cannello, dove separa il potenziale dell’elettrodo da quello dell’ugello. L’isolante deve sopportare voltaggi molto alti, fino a 10.000 volt, ad elevate frequenze e temperature estreme, specialmente nel caso dei cannelli raffreddati ad aria.

PA46 rinforzata con 60% fibra vetro

4 dicembre 2003 - DSM propone il nuovo grado Stanyl TW241F12 per sostituire metalli e tecnopolimeri in applicazioni strutturali.Caratterizzate da prestazioni molto elevate, paragonabili a quelle di tecnopolimeri come LCP e PPS - e in taluni casi addirittura al PEEK - le PA 46 di DSM offrono la facilità di trasformazione e la libertà di design tipiche delle poliammidi. La serie Stanyl si è recentemente arricchita di un nuovo grado rinforzato con il 60% di fibra di vetro, studiato per la sostituzione dei metalli in applicazioni critiche: oltre alla rigidità superiore, questo materiale offrirebbe infatti livelli elevati di resistenza al creep e alla fatica, beneficiando di una massa inferiore a quella dei materiali con cui deve competere, spiegano alla DSM. Tipiche applicazioni di questo materiale sono, per esempio, gli alloggiamenti e i sistemi multifunzionali per la trasmissione degli autoveicoli, oppure le staffe di montaggio ad alta rigidità utilizzate nell'auto e nella costruzione di macchinari industriali. Altre aree applicative comprendono il settore aerospaziale e, più in generale, tutte le applicazioni che richiedono prestazioni elevate in presenza di alte temperature. Grazie alla sua elevata fluidità - nota DSM - Stanyl TW241F12 può essere usato per produrre pezzi complessi, sottili o di alta precisione, che richiedono comunque elevata stabilità dimensionale, riducendo l’usura degli stampi. La pressione di iniezione necessaria per riempire uno stampo a spirale è, in genere, pari alla metà di quella necessaria con poliammide semi-aromatica rinforzata con il 60% di fibra di vetro. Inoltre, l’elevata fluidità del fuso riduce al minimo il calore prodotto dall’azione di taglio durante la trasformazione e permette un controllo più accurato della temperatura di iniezione, migliorando la precisione dimensionale dei pezzi finiti e prevenendo fenomeni di distorsione. Secondo il produttore, la resistenza a fatica di Stanyl TW241F12 a 140°C sarebbe superiore del 20% a quella dell’alluminio pressofuso (60 MPa contro 50 MPa per le leghe G-AlSi9Cu3 e G-AlSi12), mentre la densità risulterebbe inferiore di oltre il 30%: circa 1700 kg/m3 contro i circa 2.700 kg/m3 delle leghe G-AlSi9Cu3 e G-AlSi12.

Poliammidi in sala operatoria

1 dicembre 2003 - Sono in PA66 rinforzata vetro l'impugnatura e le parti mobili di una nuova generazione di micropinzette chirurgiche messe a punto in Germania. La società tedesca ERBE Elektromedizin ha progettato e realizzato un nuovo modello di micropinzette per operazioni di chirurgia non invasiva dotate di maniglia e parti mobili realizzate con il tecnopolimero Zytel 70G30HSL di DuPont, una poliammide 66 rinforzata con il 30% fibre vetro. Nella chirurgia non invasiva gli strumenti vengono introdotti nel corpo attraverso un piccolo foro per raggiungere il punto preciso in cui operare. Per il paziente, ciò significa cicatrici più piccole che guariscono più velocemente; inoltre, l'operazione viene spesso condotta ambulatorialmente invece di richiedere un ricovero in ospedale. Le micropinzette bipolari ERBE sono uno strumento multifunzione: possono afferrare il tessuto per prepararlo all'operazione e somministrare una corrente elettrica a bassa intensità per accelerare la guarigione della ferita e bloccare l'uscita di sangue. Le parti che compongono la maniglia sono l'alloggiamento, un tubo per cavi sul retro e sul davanti un sostegno per un tubo di metallo con un diametro di 1,5 mm. I fili che azionano le ganasce della pinzetta passano proprio attraverso questo tubo. La levetta di comando è montata sulla maniglia; quando non si usa la pinzetta, le ganasce si chiudono automaticamente. "Ad un materiale ad altissime prestazioni come il PEEK, che in origine si voleva usare per la maniglia - spiegano alla DuPont - è stata preferita una poliammide rinforzata, stabilizzata al calore, resistente all'idrolisi e modificata con un masterbatch per potere essere marcata a laser. Con questo materiale si possono stampare parti con tolleranze molto strette: grazie alla sua stabilità dimensionale, infatti, i componenti mantengono la loro funzionalità anche dopo molte sterilizzazioni in autoclave a una temperatura di 134 C. "Sotto tutti i punti di vista questo tipo di Zytel ha mostrato prestazioni simili a quelle del PEEK, che però è considerevolmente più caro - spiega Achim Brodbeck, ingegnere responsabile dello sviluppo presso ERBE - Tutti i componenti sono inoltre conformi agli standard per le attrezzature chirurgiche come l'EN 60601-2-2 (sicurezza degli strumenti chirurgici HF) ed EN 10993 (biocompatibilità)".

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