La società tedesca ERBE Elektromedizin ha progettato e realizzato un nuovo modello di micropinzette per operazioni di chirurgia non invasiva dotate di maniglia e parti mobili realizzate con il tecnopolimero Zytel 70G30HSL di DuPont, una poliammide 66 rinforzata con il 30% fibre vetro.
Nella chirurgia non invasiva gli strumenti vengono introdotti nel corpo attraverso un piccolo foro per raggiungere il punto preciso in cui operare. Per il paziente, ciò significa cicatrici più piccole che guariscono più velocemente; inoltre, l'operazione viene spesso condotta ambulatorialmente invece di richiedere un ricovero in ospedale.
Le micropinzette bipolari ERBE sono uno strumento multifunzione: possono afferrare il tessuto per prepararlo all'operazione e somministrare una corrente elettrica a bassa intensità per accelerare la guarigione della ferita e bloccare l'uscita di sangue.
Le parti che compongono la maniglia sono l'alloggiamento, un tubo per cavi sul retro e sul davanti un sostegno per un tubo di metallo con un diametro di 1,5 mm. I fili che azionano le ganasce della pinzetta passano proprio attraverso questo tubo. La levetta di comando è montata sulla maniglia; quando non si usa la pinzetta, le ganasce si chiudono automaticamente.
"Ad un materiale ad altissime prestazioni come il PEEK, che in origine si voleva usare per la maniglia - spiegano alla DuPont - è stata preferita una poliammide rinforzata, stabilizzata al calore, resistente all'idrolisi e modificata con un masterbatch per potere essere marcata a laser.
Con questo materiale si possono stampare parti con tolleranze molto strette: grazie alla sua stabilità dimensionale, infatti, i componenti mantengono la loro funzionalità anche dopo molte sterilizzazioni in autoclave a una temperatura di 134 C.
"Sotto tutti i punti di vista questo tipo di Zytel ha mostrato prestazioni simili a quelle del PEEK, che però è considerevolmente più caro - spiega Achim Brodbeck, ingegnere responsabile dello sviluppo presso ERBE - Tutti i componenti sono inoltre conformi agli standard per le attrezzature chirurgiche come l'EN 60601-2-2 (sicurezza degli strumenti chirurgici HF) ed EN 10993 (biocompatibilità)".
1 dicembre 2003 10:00
Sono in PA66 rinforzata vetro l'impugnatura e le parti mobili di una nuova generazione di micropinzette chirurgiche messe a punto in Germania.La società tedesca ERBE Elektromedizin ha progettato e realizzato un nuovo modello di micropinzette per operazioni di chirurgia non invasiva dotate di maniglia e parti mobili realizzate con il tecnopolimero Zytel 70G30HSL di DuPont, una poliammide 66 rinforzata con il 30% fibre vetro.
Nella chirurgia non invasiva gli strumenti vengono introdotti nel corpo attraverso un piccolo foro per raggiungere il punto preciso in cui operare. Per il paziente, ciò significa cicatrici più piccole che guariscono più velocemente; inoltre, l'operazione viene spesso condotta ambulatorialmente invece di richiedere un ricovero in ospedale.
Le micropinzette bipolari ERBE sono uno strumento multifunzione: possono afferrare il tessuto per prepararlo all'operazione e somministrare una corrente elettrica a bassa intensità per accelerare la guarigione della ferita e bloccare l'uscita di sangue.
Le parti che compongono la maniglia sono l'alloggiamento, un tubo per cavi sul retro e sul davanti un sostegno per un tubo di metallo con un diametro di 1,5 mm. I fili che azionano le ganasce della pinzetta passano proprio attraverso questo tubo. La levetta di comando è montata sulla maniglia; quando non si usa la pinzetta, le ganasce si chiudono automaticamente.
"Ad un materiale ad altissime prestazioni come il PEEK, che in origine si voleva usare per la maniglia - spiegano alla DuPont - è stata preferita una poliammide rinforzata, stabilizzata al calore, resistente all'idrolisi e modificata con un masterbatch per potere essere marcata a laser.
Con questo materiale si possono stampare parti con tolleranze molto strette: grazie alla sua stabilità dimensionale, infatti, i componenti mantengono la loro funzionalità anche dopo molte sterilizzazioni in autoclave a una temperatura di 134 C.
"Sotto tutti i punti di vista questo tipo di Zytel ha mostrato prestazioni simili a quelle del PEEK, che però è considerevolmente più caro - spiega Achim Brodbeck, ingegnere responsabile dello sviluppo presso ERBE - Tutti i componenti sono inoltre conformi agli standard per le attrezzature chirurgiche come l'EN 60601-2-2 (sicurezza degli strumenti chirurgici HF) ed EN 10993 (biocompatibilità)".
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