Femca, Filctem, Uilcem contro modifiche al comma 19 dell' art.34 contenuto nel Decreto sviluppo bis.
29 novembre 2012 10:08
I sindacati dei lavoratori chimici Femca, Filctem, Uilcem lanciano un appello contro colpi di mano volti a stralciare dal Decreto Sviluppo bis il famigerato comma 19 dell'art.34, che anticipa al 1 gennaio 2013 l'entrata in vigore della sanzioni alla vendita di sacchetti in plastica non biodegradabili e compostabili. La conversione in legge del decreto è attualmente in discussione al Senato.
In una nota, i segretari delle organizzazioni sindacali Emilio Miceli (Filctem CGIL), Sergio Gigli (Femca Cisl) e Carmelo Barbagallo (Uilcem Uil), affemano: "L'attuale legislazione ha consentito uno sviluppo significativo per quello che riguarda la 'chimica verde' che - è bene ricordarlo - ha generato importanti investimenti industriali in Italia che potrebbero essere significativamente incrementati".
I sindacalisti chiedono di essere ascoltati per un confronto sulla materia: "per mettere in evidenza come i trasformatori possano utilizzare indifferentemente plastiche tradizionali e bioplastiche, senza danno per i lavoratori e le imprese". "E' tempo di dire basta - aggiungono - a coloro i quali stanno rallentando l'evoluzione su tale materia, fondamentale per lo sviluppo di una industria chimica sostenibile".
A favore del comma 19 si sono schierati anche i soci di Assobioplastiche, tra cui alcuni produttori di shopper, che hanno inviato una lettera aperta al Senato per chiedere una conferma all'entrata in vigore delle sanzioni il 1 gennaio. "Chi, come noi, ha ottemperato fin da subito a quanto previsto dalla legge finanziaria del 2007 (comma 1129, 1130 e 1131), si e? preparato per tempo ad un mercato, quello dei prodotti ad alto contenuto di innovazione e con specifici requisiti ambientali che, partendo una volta tanto dal nostro paese, ci ha permesso di competere a livello internazionale non più solo sul prezzo, che ci vede perdenti sui prodotti tradizionali, ma sulla qualita? e la tecnologia", si legge nell'appello.
La Legge 28/2012, in vigore dal 25 marzo scorso, prescrive l'impiego di materie plastiche biodegradabili e compostabili (secondo la norma UNI EN 13432) per la produzione di sacchetti per la spesa monouso. Nelle pieghe della legge era stata introdotta una proroga del sistema sanzionatorio fino al 31 dicembre 2013, per lasciar tempo ai produttori di adeguare impianti e tecnologie di produzione. Proroga che il DL 179/2012 ha ridotto di dodici mesi, anticipando al 1 gennaio l'entrata in vigore delle sanzioni.
Le multe vanno da 2.500 euro a 25.000 euro, aumentate fino al quadruplo del massimo se la violazione del divieto riguarda quantità ingenti di sacchi per l'asporto oppure un valore della merce superiore al 20 per cento del fatturato del trasgressore.
Oltre ai sacchetti biodegradabili, sono ammessi anche sacchi in altri polimeri, purché riutilizzabili, con limiti minimi di spessore: i sacchetti con maniglia esterna alla dimensione utile del sacco devono avere uno spessore superiore a 200 micron se destinati all'uso alimentare e a 100 micron se destinati ad altri usi; per quelli con maniglia interna, i limiti sono, rispettivamente, di 100 e 60 micron. In aggiunta, i sacchi realizzati con polimeri non conformi alla UNI EN 13432 devono contenere una percentuale di almeno il 10 per cento di plastica riciclata, che sale al 30 per cento per quelli ad uso alimentare.
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