16 settembre 2026 18:51
È la prima applicazione ai reati ambientali dell’amministrazione giudiziaria prevista dall’articolo 34 del Codice antimafia dopo l’estensione introdotta nel 2025 dal cosiddetto decreto Terra dei Fuochi.
Su questa base giuridica, il Tribunale di Milano - Sezione autonoma Misure di Prevenzione ha disposto l’amministrazione giudiziaria di Corepla per un anno. Il provvedimento è stato eseguito il 16 settembre dalla Direzione Investigativa Antimafia di Milano e dal Reparto operativo del Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica, su proposta della DDA di Milano.
Va sottolineato che il Consorzio non risulta indagato nel procedimento penale per i reati contestati a Synextra.
La misura prevista dall’articolo 34 del Codice antimafia è stata adottata per quella che il Tribunale ritiene un’agevolazione colposa dell’attività di Synextra, società della filiera della selezione e del riciclo nei cui confronti è in corso un procedimento per l’ipotesi di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti.
Secondo quanto riportato dai media sulla base degli atti giudiziari, il decreto ricostruisce una gestione ritenuta illecita di rifiuti di plastica nel periodo 2023-2025. Nell’ambito dell’inchiesta penale, Synextra e otto suoi dirigenti hanno ricevuto un avviso di conclusione delle indagini per condotte che il quotidiano colloca nel 2023-2024.
Gli investigatori contestano, tra l’altro, la miscelazione di rifiuti della filiera Corepla con altri flussi, anche industriali e speciali, classificazioni ritenute arbitrarie e manipolazioni delle verifiche qualitative.
Le contestazioni riguarderebbero almeno 240.000 tonnellate di materiale e un profitto quantificato dagli inquirenti in almeno 58,3 milioni di euro, comprendendo sia i ricavi delle lavorazioni sia i costi che, secondo l’accusa, sarebbero stati evitati per il corretto riciclo e smaltimento.
Si tratta di ipotesi accusatorie e ricostruzioni contenute negli atti della fase investigativa, non di fatti accertati con sentenza definitiva.
Per quanto riguarda Corepla, il Tribunale non ipotizza una partecipazione dolosa ai presunti reati, ma ravvisa una presunta agevolazione colposa, ricondotta a carenze nei presidi organizzativi, nella vigilanza e nelle misure adottate a fronte delle anomalie che sarebbero emerse dai controlli.
Secondo quanto riporta l'agenzia Ansa, nel provvedimento si legge che "Corepla non ha effettivamente controllato la filiera della gestione dei rifiuti, verificando la reale capacità imprenditoriale, l'organizzazione e l'operatività di Synextra Spa e più in generale dei Centri di Selezione e Stoccaggio (CSS)", omettendo di assumere "tempestive e adeguate iniziative" per neutralizzare o contenere il rischio di un'illecita gestione dei rifiuti.
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