13 novembre 2025 11:00
Il consorzio per la gestione dei rifiuti dei beni in polietilene Polieco interviene sul tema del riciclo delle plastiche in Italia, rispondendo indirettamente ad Assorimap e sponsorizzando l'entrata in vigore della tassa italiana sui monouso in plastica, che la bozza di legge di Bilancio si appresta a rimandare al 2027 (leggi articolo).
“Che ci siano gravissime criticità nel settore del riciclo è ben noto, ma non è chiudendo gli impianti che queste si potranno superare: a essere danneggiati finirebbero per essere i cittadini, già costretti a pagare tariffe altissime per la gestione dei rifiuti,” sostiene il direttore generale di PolieCo Claudia Salvestrini (nella foto). "Si faccia attenzione a non creare emergenze che potrebbero essere strumentalmente trasformate in opportunità per coloro che intendono ricorrere a scorciatoie come il ‘brucio’ (termovalorizzazione dei rifiuti ndr)."
Sul tema del recupero energetico dei rifiuti, PolieCo si era già espressa nei mesi scorsi criticando il disegno di legge Semplificazioni per quanto concerne l'utilizzo del combustibile da rifiuti (CSS) negli impianti produttivi, in particolare nei cementifici (leggi articolo).
"Bisogna essere molto cauti – continua Salvestrini – non vorrei che si sviluppassero dinamiche che pure in passato hanno preso il sopravvento: cavalcando le emergenze, si commettono le peggiori nefandezze indicando soluzioni apparentemente obbligate. Siamo certi che l’associazione dei riciclatori stia agendo a tutela del comparto, ma non si sottovaluti il rischio concreto di creare alibi per quelle lobby che al riciclo meccanico preferiscono strade più comode e veloci.”
Il direttore di PolieCo ripropone la plastics tax come uno dei possibili rimedi alla crisi del riciclo: “Se davvero si intende aiutare il comparto del riciclo, si deve smettere di fare le crociate contro la plastic tax, la cui entrata in vigore, se non fosse stata continuamente rinviata, avrebbe già portato dei benefici al mercato dei manufatti realizzati con riciclato," afferma, indicando come strumenti da mettere in campo anche il green public procurement e le certificazioni ambientali. "Come Polieco, ci siamo attivati fin da subito per accompagnare le nostre imprese nell’ottenimento del Marchio Made green in Italy, avviando al contempo un percorso di sensibilizzazione della pubblica amministrazione sugli acquisti verdi - conclude Salvestrini -. Di recente, con il Commissario per la ricostruzione post sisma sen. Guido Castelli e l’Anac, abbiamo anche promosso un modello per ricostruire in modo trasparente, utilizzando materiali riciclati certificati, nel pieno rispetto dei Criteri Ambientali Minimi.”
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