17 marzo 2020 08:48
DSM, Sabic e UPM Biofuel stanno collaborando allo sviluppo di fibre ad alta tenacità Dyneema in polietilene ad altissimo peso molecolare (UHMWPE) ottenute in parte da risorse rinnovabili, con l’obiettivo di arrivare al 60% entro il 2030, senza degradazione delle prestazioni meccaniche. La disponibilità commerciale dei primi lotti di Dyneema biobased è prevista nell’aprile di quest’anno.
La materia prima rinnovabile è una bio-nafta ottenuta da tallolio grezzo, residuo della produzione di pasta di carta, che UPM produce nella bioraffineria di Lappeenranta, in Finlandia, e distribuisce sul mercato con il marchio UPM BioVerno. Introdotta nel processo di cracking insieme a nafta petrolchimica consente di ottenere intermedi e materie plastiche “bio-attributed”, ovvero con una quota documentata e certificata di materie prime biobased.Viale Kennedy , 986 - 21050 Marnate (VA)
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