Al questionario hanno risposto in 15mila, in larga parte favorevoli al bando. Un'inezia rispetto alla massa dei cittadini europei.
29 settembre 2011 16:38
Dal 17 maggio al 9 agosto scorso, la Commissione Europea ha tenuto una consultazione pubblica, accessibile online, per chiedere a cittadini, associazioni ed esperti - come si dice in questi casi, gli stakeholder - un parere sulle diverse opzioni per ridurre l'utilizzo dei sacchetti in plastica e sull'inasprimento dei requisiti di biodegradabilità nell'ambito della revisione della Direttiva sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggi.
Legambiente esulta. Partendo dai risultati, Legambiente ha annunciato che il 70% cittadini dell'Unione Europea sarebbe a favore dell'estensione a livello comunitario del bando sugli shopper non biodegradabili già in vigore in Italia. In realtà, la percentuale di favorevoli si riferisce al numero di coloro che hanno risposto all'appello, esiguo se paragonato ai quasi 500 milioni di abitanti nei 27 paesi membri. “Con buona pace dell’associazione italiana ed europea dei produttori di plastica – ha dichiarato il responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani - la strada del bando è la migliore da seguire per ridurre la diffusione degli inquinanti sacchetti". Per l'associazione ambientalista, la "rivoluzione italiana" deve essere completata con l'approvazione del disegno di legge varato prima dell'estate dal Consiglio dei ministri.
Al bando o no? Tornando alla consultazione pubblica, dei 15.538 questionari compilati online, il 97% è attribuito a comuni cittadini, e il restante 4% ad autorità pubbliche, associazioni industriali, organizzazioni non governative, università. Alla domanda: "E' necessario adottare misure a livello europeo per ridurre l'utilizzo di sacchetti per la spesa in plastica”, il 65% del campione si dichiara molto d'accordo e un altro 13% solo d'accordo. Contro la riduzione dei sacchetti si schiera invece un 20% circa dei rispondenti, mentre solo l'1% circa ammette di non avere un'opinione in proposito.
A quale livello devono essere fissati gli obiettivi di prevenzione per gli shopper? Per il 71% a livello comunitario, per il 13% a livello locale, mentre il restante 15% non esprime un parere. Alla messa al bando dei sacchetti si dice molto d'accordo il 53% del campione e d'accordo un altro 17%, mentre il 28% non approva questo tipo di provvedimento. L'imposizione di tasse trova invece a favore solo il 62% dei rispondenti, contro un 26% contro e quasi il 12% senza opinione.
Come discriminarli? Il questionario chiede anche quali distinzioni andrebbero fatte ai fini di un'eventuale esenzione: per il 57% la discriminante deve essere la biodegradabilità del materiale (ma non viene citata nella domanda l'eventuale compostabilità...), mentre per il 23% la riutilizzabilità del sacchetto. Non andrebbero fatte eccezioni per il 23%, mentre non esprime opinioni il 13% del campione.
Biodegradabilità e compostabilità. La seconda parte della consultazione riguarda i requisiti di biodegradabilità e compostabilità dei materiali nell'ambito della direttiva sugli imballaggi. Per il 38% di chi ha compilato il questionario gli attuali requisiti sono appropriati (contro il 30%, senza opinione il 31%). L'80% si dichiara favorevole a definire biodegradabili solo i materiali che degradano in condizioni naturali (in suolo o nell'acqua), mentre il 76% vorrebbe un'etichetta che rendesse più visibili gli imballaggi biodegradabili.
Vedi anche: I risultati della consultazione sul portale Europa
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