La bozza del decreto Milleproroghe approdata questa mattina al Consiglio dei Ministri non prevedeva una deroga incondizionata alla messa al bando degli shopper non biodegradabili, come è avvenuto lo scorso anno, ma introduceva una sorta di gradualità nell'applicazione: prima la distribuzione, poi i negozi più grandi e, a fine 2011, anche i piccoli esercizi commerciali.
Colpo secco. Gradualità ritenuta da molti necessaria per assorbire lo shock di un provvedimento che avrà pesanti riflessi sull'intera catena distributiva a livello nazionale, oltre che sui produttori nazionali di sacchetti, organizzati per fornire ogni anno circa 260mila tonnellate di shopper in plastica; industria che non può riconvertirsi nell'arco di pochi giorni alla lavorazione di biopolimeri, per altro non disponibili in questi volumi.
Ostinazione in Consiglio. Il Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. si è però impuntata e avrebbe ottenuto l'eliminazione, dal decreto varato in tarda mattinata dal CdM, dello scaglionamento. E senza una proroga esplicita, almeno formalmente i due commi introdotti tre anni nella Finanziaria dal governo Prodi entrano in vigore il 1° gennaio 2011.
"Lo slittamento era nella bozza e io mi sono opposta - ha dichiarato la Prestigiacomo -. Sarebbe stato insopportabile che alla vigilia della scadenza della norma ci fosse stato nuovamente un motivo per non farla entrare in vigore. Mi sono molto battuta e tutto il governo si è dichiarato favorevole al fatto che si procedesse senza ulteriori proroghe".
Il Ministro non sembra particolarmente preoccupato dalle ripercussioni sul sistema industriale e distributivo: "Per le scorte faremo accordi coi produttori e i consorzi che riciclano la plastica, non credo che ci saranno problemi", ha affermato.
Ora la battaglia si sposta a Bruxelles. Il provvedimento sarà quasi sicuramente impugnato a livello europeo dai produttori di sacchetti, con buone probabilità di successo - ritiene Unionplast - poiché una norma analoga era stata ritirata in passato dal Governo francese fa proprio per il rischio di una condanna da parte della Commissione. La messa al bando, infatti, oltre a non essere prevista da alcuna direttiva comunitaria - come spesso si legge sui media - può essere considerata ostacolo al libero scambio di merci tra i paesi membri e per questo sanzionata.
22 dicembre 2010 15:25
Il Ministro Prestigiacomo s'impunta e nel Milleproroghe sparisce l'introduzione graduale del divieto al commercio di sacchetti non biodegradabili.La bozza del decreto Milleproroghe approdata questa mattina al Consiglio dei Ministri non prevedeva una deroga incondizionata alla messa al bando degli shopper non biodegradabili, come è avvenuto lo scorso anno, ma introduceva una sorta di gradualità nell'applicazione: prima la distribuzione, poi i negozi più grandi e, a fine 2011, anche i piccoli esercizi commerciali.
Colpo secco. Gradualità ritenuta da molti necessaria per assorbire lo shock di un provvedimento che avrà pesanti riflessi sull'intera catena distributiva a livello nazionale, oltre che sui produttori nazionali di sacchetti, organizzati per fornire ogni anno circa 260mila tonnellate di shopper in plastica; industria che non può riconvertirsi nell'arco di pochi giorni alla lavorazione di biopolimeri, per altro non disponibili in questi volumi.
Ostinazione in Consiglio. Il Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. si è però impuntata e avrebbe ottenuto l'eliminazione, dal decreto varato in tarda mattinata dal CdM, dello scaglionamento. E senza una proroga esplicita, almeno formalmente i due commi introdotti tre anni nella Finanziaria dal governo Prodi entrano in vigore il 1° gennaio 2011.
"Lo slittamento era nella bozza e io mi sono opposta - ha dichiarato la Prestigiacomo -. Sarebbe stato insopportabile che alla vigilia della scadenza della norma ci fosse stato nuovamente un motivo per non farla entrare in vigore. Mi sono molto battuta e tutto il governo si è dichiarato favorevole al fatto che si procedesse senza ulteriori proroghe".
Il Ministro non sembra particolarmente preoccupato dalle ripercussioni sul sistema industriale e distributivo: "Per le scorte faremo accordi coi produttori e i consorzi che riciclano la plastica, non credo che ci saranno problemi", ha affermato.
Ora la battaglia si sposta a Bruxelles. Il provvedimento sarà quasi sicuramente impugnato a livello europeo dai produttori di sacchetti, con buone probabilità di successo - ritiene Unionplast - poiché una norma analoga era stata ritirata in passato dal Governo francese fa proprio per il rischio di una condanna da parte della Commissione. La messa al bando, infatti, oltre a non essere prevista da alcuna direttiva comunitaria - come spesso si legge sui media - può essere considerata ostacolo al libero scambio di merci tra i paesi membri e per questo sanzionata.
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