Unionplast, Associazione che rappresenta le aziende italiane della trasformazione di materie plastiche, ha deciso di dar battaglia sul bando agli shopper in polietilene, a cominciare dal Comune di Torino, che nelle scorse settimane ha promulgato un'ordinanza che vieta la commercializzazione sul territorio comunale dei sacchetti non biodegradabili. "Il 5 novembre abbiamo presentato ricorso al TAR contro l'ordinanza - afferma il direttore Enrico Chialchia - E siamo pronti a ricorrere anche contro analoghi provvedimenti emanati in altri comuni, a cominciare da Frosinone, Termoli e Amelia".
Alla base del ricorso c'è quanto afferma la direttiva europea che disciplina la gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio (94/62/CE), la stessa richiamata - "a sproposito", puntualizza Chialchia - nelle ordinanze di messa al bando. "La direttiva è chiara - spiega il direttore di Unionplast - Un imballaggio, e quindi anche lo shopper, può essere messo fuori legge solo se non risponde a nessuno dei requisiti previsti: che sia riutilizzabile, riciclabile per via meccanica o energetica, oppure biodegradabile". E, aggiunge: "Il sacchetto di plastica soddisfa ben tre di questi criteri: è riutilizzabile più volte, può essere riciclato e recuperato per via energetica; non è invece biodegradabile, ma si tratta di un solo requisito su quattro".
"Abbiamo già 'avvisato' la Commissione Europea su quanto si sta facendo a livello nazionale e locale e aspettiamo solo l'entrata in vigore della legge per ricorrere presso le Direzioni generali Ambiente e Competizione, sicuri di vincere considerando che qualche anno fa la Francia è stata messa in mora per una legge praticamente identica".
Unionplast, comunque, continua a non credere alla reale entrata in vigore del bando il 1° gennaio 2011: "Si tratta solo di una norma programmatica, senza effetti pratici in mancanza di verifiche, di un piano sperimentate e, soprattutto, di uno specifico decreto ministeriale, che deve essere concertato da tre Ministeri e previo parere delle competenti Commissioni parlamentari". Secondo il direttore di Unionplast, è molto difficile che, entro il 1° gennaio 2011, venga emanato il decreto ministeriale e che si possa attuare, nell’arco di poche settimane o anche di qualche mese, la fase sperimentale prevista nella Legge Finanziaria 2007.
17 novembre 2010 08:37
Ricorso al TAR sul bando a Torino e poi in altri comuni. Trasformatori pronti a muoversi anche a Bruxelles.Unionplast, Associazione che rappresenta le aziende italiane della trasformazione di materie plastiche, ha deciso di dar battaglia sul bando agli shopper in polietilene, a cominciare dal Comune di Torino, che nelle scorse settimane ha promulgato un'ordinanza che vieta la commercializzazione sul territorio comunale dei sacchetti non biodegradabili. "Il 5 novembre abbiamo presentato ricorso al TAR contro l'ordinanza - afferma il direttore Enrico Chialchia - E siamo pronti a ricorrere anche contro analoghi provvedimenti emanati in altri comuni, a cominciare da Frosinone, Termoli e Amelia".
Alla base del ricorso c'è quanto afferma la direttiva europea che disciplina la gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio (94/62/CE), la stessa richiamata - "a sproposito", puntualizza Chialchia - nelle ordinanze di messa al bando. "La direttiva è chiara - spiega il direttore di Unionplast - Un imballaggio, e quindi anche lo shopper, può essere messo fuori legge solo se non risponde a nessuno dei requisiti previsti: che sia riutilizzabile, riciclabile per via meccanica o energetica, oppure biodegradabile". E, aggiunge: "Il sacchetto di plastica soddisfa ben tre di questi criteri: è riutilizzabile più volte, può essere riciclato e recuperato per via energetica; non è invece biodegradabile, ma si tratta di un solo requisito su quattro".
"Abbiamo già 'avvisato' la Commissione Europea su quanto si sta facendo a livello nazionale e locale e aspettiamo solo l'entrata in vigore della legge per ricorrere presso le Direzioni generali Ambiente e Competizione, sicuri di vincere considerando che qualche anno fa la Francia è stata messa in mora per una legge praticamente identica".
Unionplast, comunque, continua a non credere alla reale entrata in vigore del bando il 1° gennaio 2011: "Si tratta solo di una norma programmatica, senza effetti pratici in mancanza di verifiche, di un piano sperimentate e, soprattutto, di uno specifico decreto ministeriale, che deve essere concertato da tre Ministeri e previo parere delle competenti Commissioni parlamentari". Secondo il direttore di Unionplast, è molto difficile che, entro il 1° gennaio 2011, venga emanato il decreto ministeriale e che si possa attuare, nell’arco di poche settimane o anche di qualche mese, la fase sperimentale prevista nella Legge Finanziaria 2007.
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