26 giugno 2026 09:12
Nel corso del Consiglio UE sull'Ambiente del 25 giugno scorso, otto paesi membri, tra cui l'Italia, hanno invitato la Commissione a fare maggiore chiarezza su alcuni aspetti del Regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio (PPWR), in vista delle prime scadenze applicative del 12 agosto.
Riconoscendo gli sforzi della Commissione per sostenere l’attuazione del Regolamento attraverso la pubblicazione del documento di orientamento e delle Domande frequenti, i firmatari rilevano difficoltà pratiche nell'applicabilità di alcune norme, soprattutto per le piccole e medie imprese, per quanto concerne la complessità dei requisiti, il loro rilevante impatto economico e il fatto che molti elementi chiave dipendono ancora da atti delegati e di esecuzione non ancora adottati.
"Questa situazione - si legge nel documento (scaricabile in allegato) - crea una notevole incertezza giuridica e sugli investimenti e rischia di compromettere un’attuazione tempestiva e armonizzata in tutta l’Unione".
"L’industria - prosegue la nota - non dispone al momento di un percorso chiaro per la conformità, di metodologie armonizzate e della certezza giuridica necessaria per dimostrare la conformità in modo coerente nei diversi Stati membri. Allo stesso tempo, gli Stati membri stanno già adottando approcci divergenti nell’interpretazione e nell’attuazione di alcune disposizioni, con il rischio di frammentazione del mercato unico e di effetti ambientali negativi".
Senza obblighi chiari, stabili e prevedibili, le aziende potrebbero frenare gli investimenti, con effetti negativi sulla transizione verso un'economia circolare.
Tra le aree più critiche vengono indicate la frammentazione dei requisiti sull'etichettatura degli imballaggi e la mancanza di chiarezza sulle norme relative ai test per i PFAS. "Senza ulteriori chiarimenti, esiste un rischio concreto che gli operatori economici e le autorità competenti non siano in grado di applicare i nuovi obblighi in modo coerente e applicabile".
Viene anche chiesto di evitare che il PPWR limiti la possibilità per gli Stati membri di mantenere obblighi di rendicontazione nell’ambito dei regimi di responsabilità estesa del produttore (EPR), laddove tali obblighi siano necessari per assicurare un’efficace vigilanza del mercato, una concorrenza leale e il corretto funzionamento dei sistemi nazionali, nonché per prevenire il free-riding da parte di Paesi terzi.
Gli otto paesi firmatari - Repubblica Ceca, Bulgaria, Italia, Lettonia, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia - invitano, in prima battuta, la Commissione a fornire con urgenza un calendario chiaro e coerente per la preparazione e l’adozione di tutti i pertinenti atti delegati e di esecuzione previsti dal PPWR; inoltre, chiedono di dare priorità e accelerare la preparazione e l’adozione delle misure essenziali per la certezza giuridica, l’applicazione e la pianificazione degli investimenti. Infine, chiedono di avviare un dialogo con gli Stati membri, in particolare con le autorità nazionali di vigilanza del mercato, per definire un approccio comune e prevedibile alla conformità e all’applicazione delle norme in tutta l’Unione.
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