4 dicembre 2025 08:42
Nell’ambito del progetto biennale LIFE4EPR, finanziato dalla UE, sono stati censiti oltre 700 soggetti a livello europeo che si occupano di gestire 26 diversi flussi di rifiuti (tra cui packaging, RAEE, batterie, tessile e monouso in plastica) operando come sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) oppure come Organismi di Responsabilità del Produttore (PRO, Consorzi).
Nelle 715 voci, sono compresi 429 Consorzi, 48 registri nazionali e altri soggetti che svolgono ruoli chiave nella gestione dei rifiuti.
I dati saranno condivisi su una piattaforma online ad accesso pubblico.
La 'mappatura' è anche propedeutica alla redazione di un registro unico europeo, così da rendere l’EPR - affermano i promotori dell'iniziativa - "più coordinato, trasparente, efficiente ed armonizzato".
Sarà infatti possibile accedere a informazioni comparabili tra Paesi e flussi di rifiuti, facilitando lo scambio di buone pratiche e il processo di armonizzazione delle normative EPR a livello comunitario.
L'indagine - spiegano i ricercatori - ha messo in luce differenze sostanziali nei livelli di maturità e nello status operativo degli schemi. I settori degli imballaggi e dei RAEE risultano caratterizzati da sistemi già maturi e supportati da quadri normativi consolidati, mentre aree emergenti come il tessile mostrano strutture ancora in fase di sviluppo, ma in rapida evoluzione.
Lo stesso avviene a livello geografico: la Francia è il Paese con il maggior numero di categorie di prodotti soggetti a EPR, mentre Spagna, Polonia, Romania e Italia contano il numero più alto di Consorzi. Per flussi come imballaggi, RAEE e batterie, molti Stati vedono coinvolti più soggetti, segno di mercati diversi e di approcci differenti.
LIFE4EPR vede la partecipazione di sette partner: Fundació ENT, che coordina le attività, insieme con ACR+, WEEE Forum, Zero Waste Europe, Erion, Sotelo e Vrije Universiteit Brussel.
“È un passo decisivo verso un’Europa in cui la responsabilità estesa del produttore sia finalmente coordinata e trasparente - sottolinea Pascal Leroy, Direttore generale di WEEE Forum -. Per la prima volta abbiamo una fotografia completa delle differenze tra Paesi, dei punti di forza e delle criticità. È uno strumento che permetterà a tutta la filiera di lavorare con maggiore chiarezza e di accelerare il percorso di armonizzazione necessario per affrontare le sfide dell’economia circolare”.
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