2 ottobre 2025 16:21
L'anno non è ancora finito - e c'è in mezzo ancora il K2025 -, ma per il gruppo austriaco Wittmann il 2025 non si prospetta in ripresa come aveva sperato.
Tra gennaio e settembre, gli ordini di presse, robot e ausiliarie sono calati del 10 percento rispetto allo stesso periodo del 2024, in un clima di incertezza che ha bloccato gli investimenti, sebbene negli ultimi mesi si siano palesati segnali di una possibile ripresa delle attività in Germania, che potrebbero trovare conferma proprio alla fiera di Düsseldorf, che apre i tornelli la prossima settimana.
A tracciare un pre-consuntivo dell'anno, nella conferenza stampa che il gruppo austriaco ha tenuto in vista del K, sono stati il presidente Michael Wittman (a sinistra nella foto) e il CEO di Wittmann Battenfeld, Rainer Weingraber (a destra).
Sull'andamento degli ordini - ha spiegato Michael Wittmann - pesano, oltre all'incertezza, anche i costi dell'energia in Europa, i riflessi della transizione green su alcuni settori chiave come l'automotive e il rallentamento dell'economia cinese, mentre l'effetto negativo dei dazi USA appare mitigato dalla mancanza di costruttori locali (uno solo per le presse, ma solo di grande tonnellaggio) e dalle tariffe che gravano su tutti gli importatori di macchinari, anche asiatici.
Resta il fatto - ha spiegato il presidente di Wittmann - che il dazio del 15% applicato ai costruttori europei è solo teorico, dato che tariffe aggiuntive sono state introdotte sui metalli incorporati in macchine, stampi e ricambi. In questa confusione - un vero incubo anche per i costruttori - i clienti hanno congelato gli investimenti.
A conti fatti, a meno di una repentina inversione di rotta, le vendite quest'anno dovrebbero segnare un'ulteriore flessione. E per il 2026 la sensazione è che resteranno appiattite sui livelli di quest'anno.
In questo scenario, il gruppo austriaco continua in ogni caso a investire: completato l'intervento nella filiale polacca, proseguono i lavori di ampliamento dello stabilimento cinese, dove oltre a robot e periferiche verranno costruite in futuro anche presse a iniezione. I lavori dovrebbero terminare a fine ottobre, con inaugurazione già fissata a dicembre e costruzione delle prime presse made in China all'inizio del 2026.
Va avanti anche l'espansione geografica nei paesi emergenti: dopo la filiale indiana inaugurata l'anno scorso, a settembre è entrata in attività anche quella in Marocco, pronta a intercettare i bisogni dell'industria dell'auto, che si sta spostando su questo lato del Mediterraneo. "È molto importante avere un team di assistenza sul posto, perché i clienti si aspettano lo stesso livello di supporto che ricevono nei Paesi europei dove hanno finora operato", ha spiegato Michael Wittmann.
Per quanto concerne le novità tecnologiche che Wittmann porta quest'anno al K2025 rimandiamo i lettori a un articolo pubblicato in agosto (QUI).
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