4 agosto 2025 08:51
Non è solo la Germania a contare chiusure di impianti per il riciclo meccanico di materie plastiche, vittime di una crisi ampiamente annunciata.
Dal Regno Unito sono giunti in queste settimane due annunci di fermo impianto, uno avvenuto nei primi mesi dell'anno, l'altro imminente.
Biffa, come ci ha confermato la stessa azienda, ha chiuso a febbraio l'impianto di Washington - nel Nord dell'Inghilterra - dove riciclava rifiuti di polipropilene e HDPE. Le attività erano già state fermate nel giugno dell'anno scorso a causa dello sfavorevole scenario di mercato. "Il contesto economico mondiale, la competitività regionale in termini di costi energetici e del lavoro e le incertezze normative nazionali non favoriscono attualmente il riciclo nel Regno Unito e hanno contribuito a questa scelta", spiega l'azienda inglese.
Scendendo in dettaglio, i motivi della chiusura sono gli stessi già visti in altri casi europei. "Gli impianti dei produttori di polimeri vergini risultano sottoutilizzati e i loro margini erosi - afferma Biffa -. Ciò comporta politiche di prezzo molto aggressive per riconquistare quote di mercato o la decisione di chiudere gli impianti. Questo contesto è estremamente sfidante per i riciclatori, costretti a competere con prezzi così bassi. La domanda complessiva dei produttori di imballaggi non è cambiata in modo radicale, ma la loro possibilità di approvvigionarsi di materiale riciclato a basso costo importato dall’Asia ha avuto effetti negativi sull’industria britannica del riciclo".
Biffa non è però uscita dal mercato. Gli altri impianti inglesi per il riciclo di plastiche a Redcar, Seaham e Sherburn continuano a operare normalmente, contribuendo all’economia circolare nel Regno Unito. "Abbiamo preferito concentrare le attività in un numero ridotto di siti operativamente sostenibili, con capacità di crescita in vista di una ripresa economica più ampia".
Il secondo annuncio, più recente, riguarda Viridor, che dopo aver chiuso alla fine dell'anno scorso l'impianto di Avonmouth per il riciclo di PET (leggi articolo), realizzato solo quattro anni fa, ha deciso di fare lo stesso con quello di Rochester, dove lavorano una quarantina di addetti. Le attrezzature per il riciclo meccanico sono state cedute a N+P, che le riutilizzerà in altri siti in Inghilterra.
Il centro di Rochester era stato sottoposto a una revisione strategica, nel corso della quale si è anche cercato di individuare un possibile acquirente per proseguire le attività nello stesso sito. Ricerca che si è rivelata però infruttuosa.
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