23 luglio 2025 08:44
I numeri presentati ieri dal presidente di Federmacchine, Bruno Bettelli, non sono positivi per l'industria dei beni strumentali, arcipelago manifatturiero che comprende anche i costruttori di macchine per la trasformazione delle plastiche e della gomma (che però hanno chiuso il 2024 in positivo, leggi articolo).
Il 2024, ha spiegato Bettelli, è stato uno dei peggiori anni per il macrocomparto: il fatturato è sceso del -7,4% a 52,5 miliardi di euro, complice il forte calo delle vendite sul mercato domestico, -13,7% a 16,4 miliardi. In rosso, l'anno scorso, anche le esportazioni, calate del 4,2% a 36 miliardi.
Il 2025 potrebbe registrare un parziale recupero: la Federazione si aspetta infatti una crescita del fatturato a 53,3 miliardi di euro (+1,6%), mentre l'export dovrebbe attestarsi a 36,3 miliardi (+0,6%). Aspettative di ripresa anche per il mercato interno: il consumo è previsto in crescita del +2% a 26,7 miliardi e di questo debole incremento - afferma Federmacchine - se ne avvantaggeranno principalmente i costruttori italiani che vedranno crescere le loro consegne sul mercato domestico del +3,7%, a 17 miliardi. L’import resterà invece debole, riducendosi ulteriormente a 9,7 miliardi (-1%).
Bettelli (nella foto), che nella parte privata dell'Assemblea è stato riconfermato alla presidenza dell'associazione per il biennio 2025-2026, ha portato qualche spunto di ottimismo: “nonostante la discesa piuttosto ripida, il fatturato 2024 è comunque rimasto su livelli alti, anche in virtù dell’exploit degli anni precedenti".
Le preoccupazioni riguardano, come per altri comparti della nostra industria, i risvolti della guerra commerciale, considerando l'importanza del mercato statunitense, ma - sostiene il presidente di Federmeccanica: "il presidente Trump ci penserà bene prima di fissare aliquote troppo alte su prodotti di cui ha estremo bisogno, e i macchinari italiani sono tra questi poiché la produzione interna non è in grado di coprire le esigenze della domanda locale e poiché la nostra offerta è da sempre molto apprezzata”.
"Ciò che invece ci preoccupa maggiormente - ha aggiunto - è il clima di incertezza alimentato dai suoi continui annunci. Questa instabilità rischia di creare un vero e proprio blocco della domanda; alcuni imprenditori lo stanno già rilevando. Il rischio è che, in attesa di conoscere il punto effettivo di caduta, tra continui annunci, rilanci e smentite, le imprese smettano di investire”.
“Sul fronte interno - ha concluso Bruno Bettelli - il 2025 coincide con la chiusura dell’operatività dei provvedimenti 4.0 e 5.0 che hanno sostenuto la domanda interna di nuove tecnologie. Chiediamo quindi alle autorità di governo di ragionare da subito alla definizione di un piano di politica industriale che accompagni l’industria manifatturiera italiana dal 2026 in avanti”.
Aderiscono a Federmacchine dodici associazioni dei costruttori di beni strumentali: Acimac, Acimall, Acimga, Acimit, Amafond, Amaplast, Assomac, Confindustria Marmomacchine, Federtec, Gimav, Ucima e Ucimu.
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