20 febbraio 2024 15:38
C'è anche la chimica tra i settori industriali che hanno siglato oggi ad Anversa il Patto europeo per l'industria (European Industrial Deal), presentato al Primo Ministro belga Alexander De Croo e alla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
L'obiettivo - come spiega Francesco Buzzella, Presidente Federchimica - è riportare l’Industria al centro delle politiche europee. "L'Industrial Deal deve far parte dei programmi UE, con identica priorità rispetto al Green Deal - commenta -. È necessario che l'Industria e, in particolare, la chimica, tornino al centro delle strategie comunitarie. La chimica è strategica in quanto infrastruttura tecnologica e innovativa per tutti i settori manifatturieri, nonché settore leader in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica”.
Il Patto porta la firma dei rappresentanti di 57 aziende e di una ventina di associazioni in rappresentanza di diversi settori industriali, tra cui energia, chimica, farmaceutica, tessile, siderurgico, ceramica e vetro, gas industriali e raffinerie, che insieme occupano 7,8 milioni di addetti per un valore aggiunto intorno a 550 miliardi di euro.
“I primi segnali del 2024 confermano un trend negativo per l’Industria, specie nei paesi tradizionalmente motori dell’economia europea - sottolinea Buzzella (nella foto) -. Occorre intervenire subito per tentare di invertire una tendenza alla deindustrializzazione, ormai molto preoccupante. Se la transizione ambientale non si realizzerà di pari passo con un adeguato piano industriale, l’Europa perderà capacità competitiva nei confronti dei player mondiali, prima fra tutti la Cina, che già trova nel nostro continente uno sbocco sempre più importante per le proprie produzioni".
La dichiarazione firmata oggi si articola su dieci punti, che rappresentano altrettante azioni concrete che andrebbero implementate nella prossima Agenda strategica dell'UE 2024-2029, integrando il Green Deal.
Rendere l’Europa un fornitore di energia competitivo a livello globale. I costi dell’energia in Europa sono troppo alti, non solo per via dei prezzi delle commodity ma anche a causa degli oneri normativi. La prossima Commissione Europea deve dare priorità ai nuovi progetti per la produzione di energia a basso impatto, rinnovabile e nucleare, abbondante e conveniente.© Polimerica - Riproduzione riservata
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