I paesi membri hanno 18 mesi di tempo per introdurre misure per la riduzione del consumo di sacchetti in plastica.
12 maggio 2015 12:05
Sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 6 maggio 2015 è stata pubblicata la nuova direttiva sulla riduzione dell’utilizzo di borse di plastica leggere, con spessore inferiore a 50 micron, approvata il 28 aprile scorso dal Parlamento europeo (qui i dettagli della direttiva).
I paesi membri hanno tempo fino al 27 novembre 2016 per introdurre misure per la riduzione del consumo di sacchetti monouso in plastica, seguendo due strade: varare strumenti economici come la fissazione del prezzo, imposte e prelievi, oppure introdurre restrizioni alla commercializzazione, compresi i divieti in deroga all’articolo 18 della direttiva 94/62/CE, purché tali restrizioni siano proporzionate e non discriminatorie. È questo il caso dell’Italia, che - per una volta - si trova in regola ancor prima di recepire la direttiva nel suo ordinamento.
L’obiettivo della nuova direttiva è portare il consumo di shopper in plastica a 90 pezzi procapite l’anno entro il 31 dicembre 2019 e, quindi, a 40 borse entro la fine del 2015.
“Questa direttiva rappresenta un grande passo in avanti anche per l’attuazione dell’economia circolare e per la ripresa dell’industria chimica europea, di cui le bioplastiche rappresentano uno tra i settori a più alto tasso di innovazione, in grado di creare nuova occupazione e di disegnare modelli di sviluppo che mettano fine alla “società del rifiuto” e della dissipazione delle risorse naturali, i cui limiti sono ormai sotto gli occhi di tutti - commenta Marco Versari, Persidente di Assobioplastiche, l’associazione della filiera delle plastiche compostabili -. Contrariamente alle cassandre che hanno cercato di bloccare il provvedimento prefigurando il collasso di interi sistemi produttivi e la perdita di migliaia di posti di lavoro, oggi salutiamo questa direttiva come un grande risultato del nostro Paese, dei cittadini che hanno compreso le ragioni della legge rispettandola in pieno e di quegli operatori della GDO e del piccolo commercio che si sono adeguati alle nuove norme”.
“Ora rimaniamo in attesa degli esiti delle indagini predisposte dalla UE sulle plastiche additivate di cui auspichiamo la messa al bando anche su tutti gli altri mercati europei così come già attuato in Italia”.
Il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea
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