La Commissione Ambiente del Parlamento Europeo vota, con emendamenti, la proposta di Bruxelles.
11 marzo 2014 07:45
La Commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha approvato ieri sera la relazione presentata dalla europarlamentare verde Margrete Auken sulla proposta di modifica della direttiva Imballaggi e rifiuti di imballaggio (94/62/CE) avanzata dalla Commissione Europea con l’obiettivo di ridurre il consumo di sacchetti monouso in plastica all’interno dell’Unione.
La proposta della Commissione Europea lascia liberi gli Stati membri di introdurre misure per la riduzione dei sacchetti in plastica con spessore inferiore ai 50 micron, ivi comprese restrizioni alla loro vendita, in deroga all’articolo 18 della Direttiva imballaggi.
Rispetto al documento elaborato a Bruxelles, la bozza votata dalla Commissione Ambiente è meno generica. Fissa ad esempio l’obiettivo da raggiungere nella riduzione del consumo di shopper in plastica, in due step: il 50% entro tre anni dall’entrata in vigore della nuova Direttiva per arrivare all’80% entro cinque anni, prendendo come riferimento la media europea.
Per raggiungere questo target, i paesi membri dovrebbero imporre, almeno per la distribuzione di prodotti alimentari, la vendita dei sacchetti in plastica, evitando la distribuzione gratuita alle casse. Infine, la proposta esonera dalle misure i sacchetti che garantiscono l’igiene alimentare, come quelli per il confezionamento di carne o pesce.
Non sono stati invece esentati, come richiedevano alcuni emendamenti, i sacchetti biodegradabili, anche se sono previsti incentivi nei paesi che hanno avviato la raccolta dei rifiuti compostabili (tra i quali l’Italia), dove i bioshopper potranno essere venduti ad un prezzo ridotto fino al 50% per renderli competivi con quelli in plastica tradizionale.
Il documento passato in Commissione Ambiente sarà votato in aprile dal Parlamento Europeo riunito in sessione plenaria.
“Come hanno dimostrato alcuni paesi europei, come l’Irlanda, gli obiettivi di riduzione sono facilmente raggiungibili con una politica adeguata - ha commentato a caldo la relatrice, Margrete Auken. - Gli Stati membri che vorranno andare oltre e vietare i sacchetti di plastica potranno farlo”. “I sacchetti biodegradabili saranno compresi nel target europeo di riduzione - ha aggiunto Auken -. Tuttavia, nei paesi che fanno la raccolta differenziata dei rifiuti organici, come Italia e Germania, il prezzo dei sacchetti biodegradabili potranno essere ridotti fino al 50% in modo da incentivare la raccolta dell’umido”.
Se la modifica della Direttiva Imballaggi, con o senza emendamenti, sarà votata definitivamente dal Parlamento Europeo, non dovrebbero più esserci ostacoli alla piena entrata in vigore (con sanzioni) del bando alla vendita in Italia dei sacchetti per la spesa monouso in plastica non biodegradabile e compostabile. Su questa legge, formalmente in vigore da tre anni, pende oggi una procedura di infrazione perché in contrasto con l’articolo 18 della 94/62/CE, che tutela la libera circolazione degli imballaggi negli Stati membri.
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