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reato un nuovo gruppo in Unionchimica - Confapi. Si moltiplicano i gruppi di pressione in vista dell'emanazione di un decreto "definitivo".
2 febbraio 2012 09:34
In previsione di una lunga e complessa campagna mediatica, di lobby e legale sul fronte della messa al bando degli shopper non biodegradabili, i diversi interessi si stanno coagulando intorno ad associazioni e gruppi settoriali, in alcuni casi di nuova costituzione. Così, se sul fronte delle bioplastiche compostabili è nata nei mesi scorsi Assobioplastiche - che riunisce produttori e trasformatori di materiali conformi alla norma tecnica UNI EN 13432 -, i produttori di additivi biodegradabili si sono raccolti nel comitato AssoEcoPlast e sono pronti a dar battaglia per allargare le maglie del bando.
L'ultimo nato è Apibags, gruppo che all'interno di Unionchimica-Confapi rappresenta le piccole e medie imprese che producono film e sacchetti in plastica. "L'obiettivo del gruppo - si legge in una nota - è offrire una sede di rappresentanza adeguata a tutte le PMI che stanno vivendo una situazione di forte criticità a seguito dell'entrata in vigore del divieto di commercializzazione dei sacchi per l'asporto merci non biodegradabili dello scorso 1 gennaio 2011".
Le posizioni dei diversi gruppi di interesse - potremmo chiamarli lobby, nell'accezione anglosassone del termine - divergono in molti punti: AssoEcoPlast, per esempio, non contesta tout-court l'obbligo dei sacchetti compostabili, a condizione che questi siano utilizzati solo come contenitori di rifiuti umidi. Spinge verso l'uso di plastiche riciclabili e trasformabili con impianti esistenti, magari additivate per essere biodegradabili, pur non nei tempi e nei modi previsti dalla EN13432 (richiamata anche nell'ultimo decreto del 25 gennaio scorso). Assobioplastiche, d'altro canto, continua a ribadire che gli unici veri bioshopper sono quelli biodegradabili e compostabili, conformi alla EN 13432, una posizione appoggiata dalle principali associazioni ambientaliste e, recentemente, anche dai sindacati.
Uniconchimica - Apibags porta avanti una terza posizione, potremmo definirla intermedia: limitare l'uso dei sacchetti monouso prodotti con bioplastiche compostabili alla sola raccolta dei rifiuti organici e liberalizzare la vendita di quelli riutilizzabili, con spessore di almeno 40-60 micron (valori ben lontani dai 100-200 micron previsti dall'ultimo decreto del governo, giudicati in modo quasi unanime irrealistici); chiede inoltre di valutare, dopo approfonditi studi e analisi, la possibilità di allargare la produzione e distribuzione anche ai sacchetti prodotti con altre plastiche biodegradabili per specifiche tipologie di utilizzo.
I giochi, del resto, sono ancora aperti. Il decreto 'chiarificatore' del 25 gennaio scorso (2/2012) non ha chiarito alcunché, come dimostra il fatto che tutti hanno salutato con favore il provvedimento, pur con sfumature diverse, ognuno vedendoci dentro una conferma alle proprie tesi. Di fatto, il decreto sembra limitarsi a demandare la fissazione delle caratteristiche tecniche e gli ambiti applicativi ad un prossimo decreto interministeriale, da adottarsi entro il 31 luglio 2012 "sentite le competenti Commissioni parlamentari, e notificato secondo il diritto dell’Unione Europea".
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