PlasticsEurope ha diffuso in occasione del vertice sui cambiamenti climatici di Copenhagen i primi risultati di uno studio sull’impatto ambientale della produzione di materie plastiche e delle sue applicazioni, da cui spicca quello che l’Associazione definisce come ‘Plastics Paradox’, il paradosso della plastica.
La ricerca - commissionata da PlasticsEurope alla società austriaca di consulenza per lo sviluppo sostenibile Denkstatt – sfata alcuni falsi miti sulla dannosità ambientale delle materie plastiche, a cominciare dal bilancio del carbonio.
La plastica rappresenta infatti solo l’1,3% della media europea di "carbon footprint", contro il 9% dell’abbigliamento, il 13% dei prodotti alimentari e il 18% delle attività ricreative e del tempo libero, solo per citare qualche esempio. E considerando i benefici che si possono ottenere utilizzando questo versatile materiale in numerose applicazioni salva-carbonio, dall’alleggerimento dei veicoli all’isolamento termico delle case, il bilancio risulta nettamente positivo.
„A conti fatti – afferma PlasticsEurope - le materie plastiche consentono, durante la fase d’uso e quella di recupero, di risparmiare CO2 fino a 5-9 volte di più, rispetto alla quantità di CO2 emessa durante la loro produzione. Questo rapporto è destinato a migliorare fino ad arrivare a un risparmio di 9-15 volte entro il 2020, attraverso progressi nella produzione e una maggiore efficienza dei prodotti di plastica“.
Lo studio Denkstatt evidenzia inoltre che un’eventuale sostituzione delle plastiche con altri materiali tradizionali, anche quando possibile, aumenterebbe il volume di 3,7 volte (con riflessi sulla gestione dei rifiuti), l’emissione di gas serra del 50% (equivalenti a 120 milioni di tonnellate annue) e comporterebbe un maggior consumo di energia del 46%.
Viceversa, l’impiego delle materie plastiche in Europa consente risparmi di CO2 pari alle emissioni di un Paese come il Belgio, equivalenti al 38% del target degli originali obiettivi di riduzione di CO2 di Kyoto nell’EU dei 15, oppure al 15% dell'obiettivo UE di tagliare 780 milioni di tonnellate entro il 2020.
La ricerca austriaca ha anche cercato di valutare i risparmi energetici derivanti dall’uso di materie plastiche, calcolati in 2,3 miliardi di GJ ogni anno, equivalenti a 50 milioni di tonnellate di petrolio.
„Quello che emerge chiaramente da questo studio è il paradosso della plastica: più si utilizza, più si risparmia – commenta Wilfred Haensel, Direttore Esecutivo di PlasticsEurope -. Un consumo sostenibile esercita un ruolo chiave sulle emissioni di CO2; abbiamo bisogno di poter fare affidamento su un materiale che ci permetta di risparmiare quantità di petrolio equivalenti al contenuto di 194 petroliere all’anno“.
7 gennaio 2010 09:09
Più materie plastiche produciamo, meno CO2 emettiamo in atmosfera, secondo uno studio Denkstatt.PlasticsEurope ha diffuso in occasione del vertice sui cambiamenti climatici di Copenhagen i primi risultati di uno studio sull’impatto ambientale della produzione di materie plastiche e delle sue applicazioni, da cui spicca quello che l’Associazione definisce come ‘Plastics Paradox’, il paradosso della plastica.
La ricerca - commissionata da PlasticsEurope alla società austriaca di consulenza per lo sviluppo sostenibile Denkstatt – sfata alcuni falsi miti sulla dannosità ambientale delle materie plastiche, a cominciare dal bilancio del carbonio.
La plastica rappresenta infatti solo l’1,3% della media europea di "carbon footprint", contro il 9% dell’abbigliamento, il 13% dei prodotti alimentari e il 18% delle attività ricreative e del tempo libero, solo per citare qualche esempio. E considerando i benefici che si possono ottenere utilizzando questo versatile materiale in numerose applicazioni salva-carbonio, dall’alleggerimento dei veicoli all’isolamento termico delle case, il bilancio risulta nettamente positivo.
„A conti fatti – afferma PlasticsEurope - le materie plastiche consentono, durante la fase d’uso e quella di recupero, di risparmiare CO2 fino a 5-9 volte di più, rispetto alla quantità di CO2 emessa durante la loro produzione. Questo rapporto è destinato a migliorare fino ad arrivare a un risparmio di 9-15 volte entro il 2020, attraverso progressi nella produzione e una maggiore efficienza dei prodotti di plastica“.
Lo studio Denkstatt evidenzia inoltre che un’eventuale sostituzione delle plastiche con altri materiali tradizionali, anche quando possibile, aumenterebbe il volume di 3,7 volte (con riflessi sulla gestione dei rifiuti), l’emissione di gas serra del 50% (equivalenti a 120 milioni di tonnellate annue) e comporterebbe un maggior consumo di energia del 46%.
Viceversa, l’impiego delle materie plastiche in Europa consente risparmi di CO2 pari alle emissioni di un Paese come il Belgio, equivalenti al 38% del target degli originali obiettivi di riduzione di CO2 di Kyoto nell’EU dei 15, oppure al 15% dell'obiettivo UE di tagliare 780 milioni di tonnellate entro il 2020.
La ricerca austriaca ha anche cercato di valutare i risparmi energetici derivanti dall’uso di materie plastiche, calcolati in 2,3 miliardi di GJ ogni anno, equivalenti a 50 milioni di tonnellate di petrolio.
„Quello che emerge chiaramente da questo studio è il paradosso della plastica: più si utilizza, più si risparmia – commenta Wilfred Haensel, Direttore Esecutivo di PlasticsEurope -. Un consumo sostenibile esercita un ruolo chiave sulle emissioni di CO2; abbiamo bisogno di poter fare affidamento su un materiale che ci permetta di risparmiare quantità di petrolio equivalenti al contenuto di 194 petroliere all’anno“.
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