12 dicembre 2025 09:42
Con l'accordo raggiunto questa mattina da Consiglio UE e Parlamento Europeo si avvicina l'approvazione del regolamento sui requisiti di circolarità nella progettazione dei veicoli e la gestione di quelli fuori uso (Regolamento ELV).
Le nuove norme sostituiranno due direttive esistenti, introducendo obblighi volti a garantire che i veicoli di nuova produzione siano progettati per agevolarne il riutilizzo, il riciclo e il recupero a fine vita.
L’accordo provvisorio dovrà ora essere approvato formalmente dal Consiglio e dal Parlamento. Superati questi ostacoli procedurali, il Regolamento ELV inizierà ad applicarsi due anni dopo la sua entrata in vigore.
L'impianto normativo era stato approvato dal Parlamento UE lo scorso settembre, dopo il via libera dei ministri dell’Ambiente dell’UE, con modifiche rispetto al testo originario della Commissione (leggi articolo).
"Questo accordo provvisorio rappresenta un passo importante verso un’economia circolare nel settore automobilistico europeo - sostiene Magnus Heunicke (nella foto), Ministro danese dell’ambiente -. Siamo riusciti a definire un quadro normativo solido che evita scappatoie, trattiene materiali di valore nell’economia europea e frena l’esportazione di veicoli inquinanti e non idonei alla circolazione verso Paesi terzi. Il nuovo regolamento promuoverà l’innovazione nella progettazione sostenibile e darà vita a un mercato più solido e pulito per materiali e componenti".
Il nuovo regolamento amplia l’ambito di applicazione rispetto alle precedenti direttive, estendendo i requisiti di trattamento (raccolta, bonifica, rimozione obbligatoria dei componenti) anche ai veicoli pesanti (come i camion), motocicli e veicoli speciali (leggeri e pesanti). I co-legislatori hanno concordato un’esenzione per i costruttori di veicoli speciali pesanti con ridotti volumi produttivi.
Rimodulati i target per il contenuto di plastiche riciclate da incorporare nei veicoli: almeno il 15% entro sei anni dall’entrata in vigore del regolamento, per arrivare al 25% entro dieci anni, riprendendo la posizione originariamente espressa dal Consiglio e poi modificata dal Parlamento (che aveva proposto il 20% nei primi sei anni).
Almeno il 20% di queste plastiche rigenerate dovrà provenire da processi di riciclo a circuito chiuso, ovvero recuperati da veicoli fuori uso.
Obblighi sull'utilizzo di riciclato saranno introdotti anche per altri materiali, come acciaio, alluminio, magnesio e materie prime critiche, sulla base di uno studio di fattibilità da completare entro un anno dall’entrata in vigore del regolamento e da attuare mediante un atto delegato. L’obiettivo resterà l’utilizzo prioritario di rifiuti post-consumo.
L’accordo tra Consiglio e Parlamento UE consolida il principio di responsabilità estesa del produttore (EPR), rendendo i costruttori dei veicoli responsabili, sia finanziariamente che sotto il profilo organizzativo, dell’intero ciclo di vita del veicolo, dall'ecodesign all’obbligo di ritiro gratuito e trattamento dei veicoli fuori uso.
Per garantire un'applicazione armonizzata, il regolamento introdurrà un meccanismo EPR transfrontaliero.
Confermato il divieto di esportazione di veicoli usati non più idonei alla circolazione, applicabile cinque anni dopo l’entrata in vigore del regolamento.
Pur apprezzando le buone intenzioni espresse dal Regolamento ELV, l'associazione dei produttori europei di materie plastiche, Plastics Europe, si dichiara delusa dagli obiettivi di contenuto di riciclato. "Avevamo sostenuto la proposta della Commissione, più ambiziosa e, a nostro avviso, più realistica, di fissare fin da subito un obiettivo del 25% - spiega la Managing director dell'associazione, Virginia Janssens (nella foto) -. Un target iniziale più basso rischia di indebolire la domanda di riciclato, necessaria per potenziare il riciclo di alta qualità, stimolare gli investimenti e accelerare la transizione verso un sistema della plastica più circolare e competitivo in Europa".
Plastics Europe sollecita il Parlamento europeo in seduta plenaria e i Ministri a ratificare rapidamente l’accordo, affinché l’industria possa pianificare con certezza e contribuire senza indugi al raggiungimento degli obiettivi europei in materia di circolarità e competitività.
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Rebranding strategico nel settore dei masterbatch, parte dello Strategic Plan 2030 del gruppo Hexpol.
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