5 aprile 2024 08:35
Un intervento congiunto della Guardia di Finanza, dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e dell'Arpat ha portato al sequestro, nel porto toscano di Marina di Carrara, di 82 tonnellate di rifiuti irregolari diretti in Africa.
I primi sospetti sono emersi durante un controllo di routine eseguito ai varchi di ingresso del porto su un container diretto in Tunisia, che pesava troppo rispetto ai rifiuti tessili dichiarati nei documenti. Una volta aperto, insieme agli abiti usati, gli ispettori hanno trovato anche altri rifiuti non dichiarati, consistenti in materie plastiche, pellame e rifiuti elettronici (RAEE).
Gli accertamenti sono stati estesi ad altri tre container spediti dalla stessa azienda, con lo stesso contenuto dichiarato e Paese di destinazione. Oltre agli abiti dismessi, anche questi contenevano vecchi elettrodomestici, scarpe e giocattoli, per l’esportazione dei quali era necessaria una diversa procedura.
Le indagini si sono concluse con il sequestro penale di 82,5 tonnellate di rifiuti frammisti, contenuti all’interno di quattro container e la segnalazione del rappresentante legale della società pratese esportatrice, per i reati di gestione e traffico di rifiuti previsti dal Testo Unico in materia Ambientale.
La Procura della Repubblica di Massa, che ha convalidato il sequestro, ha poi disposto la bonifica dei rifiuti e il successivo dissequestro subordinato al regolare smaltimento degli stessi.
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