9 luglio 2020 08:40
Nei 4 mesi di sperimentazione del progetto Po d’Amare a Torino, che vedeva l’utilizzo di barriere galleggianti per intercettare i rifiuti affioranti, la raccolta è stata di poco superiore ai 60 kg, di cui il 60% imballaggi in plastica e il restante 40% costituito da materiale di vario genere tra cui tessuti, materiale organico, alluminio, acciaio e vetro, oggetti vari.
Voluta da Amiat Gruppo Iren, predisposta da Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Consorzi Castalia e Corepla con il Coordinamento dell’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po, il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, dell’AIPO e la collaborazione della Città di Torino, la sperimentazione si è svolta tra settembre 2019 e gennaio 2020, con l’obiettivo di prevenire il river litter.Via delle Robinie, 10 - 28040 Mezzomerico (NO)
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Il consorzio lancia una campagna dedicata al nuovo marchio che aiuta i cittadini nel corretto conferimento degli imballaggi in bioplastica compostabile.