5 febbraio 2019 07:38
Prosegue la battaglia del gruppo britannico Ineos a favore dello sfruttamento dello shale-gas nel Nord del Paese, ritenuto una risorsa strategica per mantenere la competitività dei siti europei, a partire da quello scozzese di Grangemouth, dove sono stati recentemente programmati interventi di espansione (leggi articolo).
La società ha chiesto al Governo di elevare i livelli di sismicità per l’estrazione di shale-gas mediante fracking, dallo 0,5 della scala Richter ad una soglia che consenta lo sfruttamento del gas di scisto, considerando che l’attuale limite è tremila volte più basso rispetto al grado 4 previsto negli Stati Uniti, dove sono stati già attivati un milione di pozzi in piena sicurezza.
Ineos ritiene che l'attuale politica energetica del governo danneggerà irreparabilmente la base industriale del Regno Unito: “è inefficace, inutile e gioca con il futuro del Paese. Abbiamo una strategia energetica inesistente e stiamo andando verso una crisi energetica che comporterà danni irreparabili a lungo termine per l’intera economia”, rincara la dose Jim Ratcliffe, CEO del gruppo britannico.
Secondo il gruppo petrolchimico, il livello fissato dal Governo a 0,5 non avrebbe un fondamento scientifico e tradirebbe una totale mancanza di comprensione del processo di estrazione del gas di scisto. “Il BEIS (Department of Business, Energy & Industrial Strategy) sembra non avere una chiara comprensione dei concetti base della Scala Richter - aggiunge Ratcliffe -. È una scala logaritmica. Il limite previsto negli Stati Uniti è tipicamente fissato a 4,0, un livello che l'Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti ritiene sicuro per terreni, proprietà e persone. La magnitudo 4,0 è 3.162 volte più alta di 0,5 e 177.827 volte più elevata in termini di rilascio di energia”.
In attesa di poter estrarre shale-gas nel Regno Unito, Ineos ha avviato cinque anni fa un progetto per il trasporto via mare e lo stoccaggio di etano proveniente dagli Stati Uniti.
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