20 dicembre 2017 08:10

Kartell e Bio-on si alleano per portare le bioplastiche a base PHA (poli-idrossi-alcanoati) nel mondo dell’elettronica organica. Le ricerche in questo campo applicativo - si legge in una nota - vengono già condotte nei laboratori Bio-on e i primi risultati sono attesi nel 2018.
La partnership è stata sancita con l’ingresso di Felofin - holding del gruppo Kartell - nel capitale del produttore bolognese di bioplastiche, attraverso l’acquisto di 377.000 azioni (pari al 2% del totale) cedute, in parti uguali, direttamente dai due soci fondatori Marco Astorri e Guy Cicognani ad un prezzo unitario di 26,5251 euro, per un controvalore di 10 milioni di euro. La quota di controllo dei due soci fondatori è quindi scesa al 61,01%: Marco Astorri e Guy Cicognani detengono direttamente il 6,60% ciascuno, mentre la partecipazione restante (47,81) è in mano a Capsa, società controllata dai due soci.
“La nuova frontiera dell’elettronica organica rientra da tempo nei piani di sviluppo della nostra bioplastica, un prodotto piattaforma che ha già dimostrato di poter essere utilizzato in vari settori industriali per creare prodotti ecosostenibili - commenta Marco Astorri, Presidente e CEO di Bio-on -. Per questo vogliamo condividere la nostra tecnologia con un partner industriale come Kartell che rappresenta l’eccellenza italiana nel mondo".
"Sono molto soddisfatto di esplorare il ‘futuro' - aggiunge Claudio Luti, Presidente di Kartell - ed in particolare scoprire nuove tecnologie completamente diverse rispetto ai prodotti che abbiamo realizzato fino ad oggi. Questa partnership è in linea con le strategie di Kartell sempre alla ricerca di innovazione che possano accompagnare il marchio in un processo di crescita e di evoluzione industriale e di prodotto. Sono allo studio materiali incredibilmente innovativi e noi assieme a Bio-on possiamo partecipare a questa evoluzione”.
Dopo aver messo a punto il processo di fermentazione per ottenere PHA da biomasse, Bio-on ha avviato lo scorso settembre a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, i lavori di costruzione del primo impianto per bioplastiche biodegradabili Minerv BioCosmetics, in forma di microbeads per il settore cosmetico. Nelle intenzione della società bolognese, l’impianto entrerà in funzione nel 2018 con una capacità di mille tonnellate annue (espandibile a 2.000 t/a).
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