Alcune considerazioni di Federchimica sulla recente svalutazione della moneta europea.
11 febbraio 2015 06:18
Pubblichiamo integralmente una nota di Federchimica sulla svalutazione dell’euro e i riflessi sull’industria chimica.
Gli effetti della svalutazione dell'Euro sulla chimica italiana devono essere valutati tenendo conto di due elementi che hanno caratterizzato la vita delle imprese negli ultimi 10 difficili anni:
- fino a poco tempo fa le imprese chimiche hanno sofferto gli alti costi delle materie prime dovuti alla forte domanda mondiale che - in un contesto di domanda interna depressa - non potevano essere trasferiti sugli utilizzatori determinando una contrazione significativa dei margini;
- anche per questi motivi le imprese chimiche in Italia hanno profondamente cambiato i propri prodotti puntando sempre più sull'innovazione per poter sfruttare le opportunità della globalizzazione ed essere meno dipendenti dai costi delle materie prime.
Gli sforzi delle imprese, già in un contesto di Euro forte, avevano prodotto risultati importanti: ad esempio la crescita delle esportazioni italiane di chimica delle specialità dal 2010 al 2014 è stata con un +20% la più alta tra i principali paesi europei.
La svalutazione dell’Euro:
- si inserisce su un terreno fertile fatto di maggiore orientamento ai mercati internazionali, sinergie con gli impianti realizzati all'estero e maggiore contenuto innovativo dei prodotti chimici italiani, che hanno consentito alle imprese chimiche di far apprezzare ai clienti esteri i propri tradizionali fattori chiave di successo (qualità, innovazione, capacità di problem solving, flessibilità) da tempo alla base della partnership con i settori del Made in Italy (che hanno spesso nella chimica la fonte principale della propria capacità di innovazione tecnologica);
- permetterà di valorizzare gli sforzi compiuti nel recente passato in condizioni molto difficili con una crescita sia delle quantità vendute sia dei margini che erano stati compressi da bassa domanda interna, alti costi delle materie prime ed Euro sovravvalutato;
- consentirà anche un miglioramento della domanda interna, soprattutto con riferimento ai settori clienti del Made in Italy e dei distretti industriali;
- mitiga, tuttavia, il crollo delle quotazioni in dollari del petrolio, materia prima fondamentale per la chimica, limitando i risparmi di costo e non giustificando di conseguenza cali sensibili nei prezzi di vendita in particolare nella chimica a valle che vende all'industria manifatturiera
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