I produttori di materie plastiche difendono il principio della libera circolazione delle merci nella UE.
15 aprile 2014 09:28
Il prossimo 17 aprile il Parlamento Europeo è chiamato a votare la modifica alla Direttiva Imballaggi (94/62/CE) proposta dalla Commissione, che introduce limitazioni alla vendita di sacchetti in plastica leggeri anche in deroga al principio della libera circolazione delle merci in ambito comunitario.
Deroga che non sembra piacere a PlasticsEurope, federazione dei produttori europei di materie plastiche, che insieme ad altre tre associazioni (Brewers of Europe, American Chamber of Commerce to the European Union e Toy Industries of Europe) ha firmato una lettera aperta dove vengono espressi dubbi e timori in merito a questa questa deriva.
“Uno dei principi fondamentali dell’Unione europea è il mercato unico - nota Karl H. Foerster, direttore di PlasticsEurope -. La proposta della Commissione Europea e l’esito della votazione della Commissione Ambiente del Parlamento sono un precedente pericoloso, che creerà incertezza giuridica per quanto riguarda la libera circolazione dei prodotti confezionati“.
La proposta taglia-shopper della Commissione Europea, ratificata con alcune modifiche dalla Commissione Ambiente del Parlamento, lascia infatti liberi i paesi membri di adottare misure finalizzate alla riduzione del consumo di sacchetti leggeri, con spessore fino a 50 micron, anche superando quanto previsto dall’Art.18 della Direttiva, che vieta misure che ostacolino la circolazione degli imballaggi all’interno dei paesi membri. Misure che possono arrivare, come in Italia, alla messa al bando dei sacchetti non conformi.
Il rischio - nota PlasticsEurope - è che si arrivi ad una situazione in cui un imballaggio, in questo caso il sacchetto, possa circolare in alcuni mercati e in altri no, indebolendo uno delle storie di maggior successo della UE: il mercato unico.
La posizione di PlasticsEurope è appoggiata anche dalla Federazione europea dei trasformatori di materie plastiche (EuPC), che già alla fine dell’anno scorso aveva sollevato dubbi in merito al superamento dell’Art.18.
Alcuni paesi sono ostili alla messa al bando dei sacchetti e preferirebbero misure più morbide e obiettivi più laschi. D’altra parte, la delegazione italiana al Parlamento Europeo potrebbe spingere verso modifiche alla bozza della Commissione per escludere dal provvedimento i sacchetti biodegradabili e compostabili, come già previsto dalla normativa in vigore nel nostro paese.
Il risultato della votazione all’Europarlamento non è quindi scontata.
{slide=Il testo della lettera}
Safeguarding the Single Market
and the impact of the Commission Proposal to reduce the consumption of lightweight plastic carrier bags
The Single Market is the cornerstone of European integration and one of Europe’s greatest achievements; it is also one of the key drivers for a stable recovery and confidence in the Single Market will help stimulate economic growth.
Not only has the Single Market added €600 billion a year to our economy, but since 1992, it has helped to create almost 3 million new jobs in Europe.
With EU countries currently trading twice as much with each other as they would do in the absence of a Single Market, the signatories of this letter are concerned that the recent European Commission proposal to reduce the consumption of lightweight plastic carrier bags, allowing Member States to adopt marketing restrictions, including bans, by derogating from the free movement of goods principle of the Single Market reflected in Article 18 of the Packaging and Packaging Waste Directive, may hinder the achievements made to date.
The free movement of goods across EU borders is a fundamental principle of the European Union, from which both citizens and businesses benefit alike. Allowing Member States to derogate from this principle may set a dangerous precedent, leading to legal uncertainty for all packaging materials and consequently packaged goods as well, and would ultimately hinder both investments and innovation. Making it possible for a Member State to introduce a ban will also lead to a patchwork of unilateral restrictions on certain packaging types which would be detrimental to cross-border trade.
The signatories of this letter therefore call on Members of the European Parliament to remove from the proposal the possibility for Member States to impose marketing restrictions, including bans, in derogation of Article 18 of the Packaging and Packaging Waste Directive.
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