Il costruttore milanese nel 2011 ha visto crescere le vendite del 40%, con un +100% sul mercato interno. E quest'anno vedremo le prime presse prodotte in Cina.
6 marzo 2012 09:26
"Negri Bossi e Sytrama l'anno scorso hanno fatto utili, raddoppiando le vendite in Italia e mettendo a segno un +41% a livello globale": Silvio Tavecchia, direttore generale di Negri Bossi (nella foto) non nasconde la soddisfazione per i risultati raggiunti lo scorso esercizio, a dispetto delle difficili condizioni del mercato, soprattutto quello italiano, dove ormai da qualche anno non si vendono più di un migliaio di macchine l'anno. Su dieci macchine costruite nello stabilimento di Cologno Monzese solo tre restano in Italia; le altre sono destinate all'export: in Europa allargata e negli Stati Uniti, soprattutto, ma anche nei mercati emergenti come l'Est Europa e la Turchia, Sudamerica e Nordafrica. Senza dimenticare l'India, dove da qualche anno il gruppo Sacmi costruisce presse ad iniezione per il mercato locale: una quarantina l'anno scorso, con azionamento idraulico e forza di chiusura da 550 a 1.000 tonnellate.
Considerando tutte le presse ad iniezione costruite dal gruppo Sacmi negli stabilimenti di imola e Cologno Monzese, le vendite in Italia l'anno scorso hanno sfiorato i 30 milioni di euro, a fronte di un fatturato complessivo (comprendente anche lo stabilmento indiano) di 100 milioni di euro. Cifre ancora lontane da quelle dei principali competitori europei, ma che incominciano a diventare significative.
Attenzione ai mercati emergenti. "E' difficile poter crescere ulteriormente sul mercato italiano o in quelli ormai maturi dell'Europa - commenta Tavecchia - Ecco perché stiamo guardando con maggiore attenzione ai paesi emergenti: non tanto la Cina, quanto mercati più vicini a noi come la Turchia, il Nord Africa e l'Est Europa". La strategia della società milanese si articola su due fronti: un consolidamento della presenza commerciale e l'ampliamento del portafoglio di presse per venir incontro alle esigenze di mercati meno esigenti di quelli europei sotto l'aspetto della complessità tecnologica degli impianti: "L'anno scorso abbiamo coperto di agenti il Nordafrica, cambiato l'agente in Messico e quello Brasile; e più recentemente affidato a Plastigo le vendite in Polonia".
Presse cinesi, ma non per la Cina. Sul fronte dell'offerta, Negri Bossi ha iniziato a produrre una nuova linee di presse in Cina, presso lo stabilimento Sacmi che in passato forniva al gruppo componenti e moduli pre-assemblati. Le macchine, evoluzione delle serie VS e VSE, saranno marchiate BM Biraghi VSA; le prime consegne sono previste tra maggio e giugno di quest'anno. Le caratteristiche denotano una vocazione entry-level, pur con qualche sfizio tecnologico: azionamento idraulico con pompe a cilindrata variabile (anche in versione a risparmio energetico con inverter sulla pompa), forze di chiusura da 130 a 430 tonnellate, elettronica semplificata (la stessa montata sulle piccole EOS), protezioni adatte ai mercati di destinazione. L'obiettivo è di proporre una pressa meno costosa del 20-25% rispetto all'offerta di attacco Negri Bossi per fare breccia sui mercati emergenti, dall'Asia al Sudamerica; in futuro - ma non a breve - questa serie potrebbe essere proposta anche in Italia per coprire la fascia di mercato oggi in mano ai costruttori asiatici. L'obiettivo è di costruire quest'anno tra i 50 e i 60 esemplari della nuova serie.
Aria di ottimismo. Sull'andamento della società nel 2012, Tavecchia è ottimista: "Puntiamo ad aumentare lievemente il fatturato, anche se non sarà facile considerando lo scenario macroeconomico. Negli ultimi tre anni abbiamo rispettato i budget e speriamo di ottenere lo stesso risultato anche in questo esercizio". Secondo il direttore di Negri Bossi, è prevedibile un incremento più consistente del numero di macchine vendute, perché il tonnellaggio medio è destinato scendere: in parte per il rallentamento di settori come l'automotive e il bianco, in parte come risultato dell'introduzione della serie EOS, piccole presse a due piani con forza di chiusura fino a 120 tonnellate (la gamma completa è stata presentata la settimana scorsa in occasione di una open-house nello stabilimento milanese della società). Se il tonnellaggio medio tra il 2010 e il 2011 è passato da 315 a 380 t (anche grazie ai buoni risultati raggiunti dalle BiPower), quest'anno dovrebbe riposizionarsi sulle 320-330 tonnellate.
Completata la gamma EOS. Le piccole presse a due piani rappresentano la vera scommessa di Negri Bossi: nel 2012 la società prevede di costruirne un centinaio, che saliranno a "qualche centinaio" di unità nei prossimi anni: "Nel segmento delle piccole presse la soglia di successo parte da 140 macchine l'anno - commenta Tavecchia - Diventa un grande successo se si superano le duecento unità, risultato non facile da raggiungere considerando la concorrenza dei costruttori di lingua tedesca". Tavecchia sottolinea le opportunità di crescita offerte dalla nuova serie: "Sono macchine che non vendiamo in sostituzione di presse Negri Bossi, ma della concorrenza", afferma.
E l'elettrica? Chiediamo a Tavecchia se sono previste novità a breve in tema di azionamenti, ovvero se è previsto il lancio di versioni ibride o elettriche: "Per ora proponiamo la serie EOS solo con azionamento idraulico, anche in versione a risparmio energetico dotata di inverter sulla pompa, soluzione molto efficiente sul fronte dei consumi - risponde - Qualche novità è prevista a breve, ma non credo saremo pronti per il Plast 2012".
Le EOS avranno comunque un posto di rilievo nello stand Sacmi a Milano: "Esporremo macchine con diversi tonnellaggi, tra cui con una soluzione inedita per Negri Bossi, ovvero prelievo e scaricamento del pezzo direttamente nel vano macchina utilizzando un robot a due assi. Sfrutteremo la configurazione a due piani del gruppo di chiusura per proporre una soluzione di stampaggio semplice, compatta ed economica".
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