Rete Imprese Italia teme distorsioni della concorrenza e chiede un regime transitorio per esaurire le scorte.
27 febbraio 2012 07:23
Rete Imprese italia, rappresentanza unitaria di Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti ha preso posizione in merito al divieto alla commercializzazione dei sacchetti per la spesa non biodegradabili, dopo l'approvazione al senato del DDL di conversione del decreto legge 2/2012, che mette sostanzialmente fuori gioco gli shopper prodotti con plastiche additivate per essere biodegradabili, fissando come criterio di conformità la norma UNI EN 13432 (anche se non in modo chiaro).
In vista del passaggio alla Camera, ultimo passo prima della conversione in legge, l'Associazione lancia l’allarme sul "rischio chiusura per la maggior parte delle piccole aziende produttrici di shoppers e le enormi criticità logistiche e organizzative nelle aziende della distribuzione commerciale con la gravissima conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro tra gli addetti dei settori". Rete Imprese Italia teme anche l'instaurarsi di "un controllo di natura oligopolistica nel mercato della produzione di imballaggi in plastica per asporto di merci generando al contempo una situazione di oggettiva incertezza per gli operatori del commercio sulle modalità di attuazione della legge". “Si rischia – chiarisce la nota diffusa dall'associazione – di determinare effetti distorsivi della concorrenza che non hanno nulla a che vedere con la tutela dei consumatori e dell’ambiente".
L'associazione si chiama fuori dalle polemiche tra le varie componenti della filiera, ma non vuole che le imprese rappresentate vengano "emarginate a priori dal mercato a vantaggio esclusivo di altri soggetti" e auspica "un confronto serio ed imparziale in termini tecnico-scientifici che chiarisca definitivamente cosa è lecito produrre".
Non di meno, l'associazione dei commercianti e artigiani sottolinea la necessità di prevedere un regime transitorio per le scorte dei sacchetti in uso presso gli esercizi commerciali, in modo tale da consentire un'adeguata programmazione degli acquisti e il graduale smaltimento delle scorte in magazzino, per i prodotti non conformi. La rappresentanza del settore chiede, infine, l'abolizione della quadruplicazione delle sanzioni in caso di commercializzazione di "ingenti quantità" di sacchetti, come previsto dal testo in approvazione alla Camera. Disposizione ritenuta "sostanzialmente indefinita e contrastante col principio di certezza del diritto, con il rischio di esposizione a interpretazioni difformi da parte degli organi di controllo e distorsive della concorrenza".
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