
Iniziato l'esame del DDL n. 3111 per la conversione in legge del DL 2/2012. Nella bozza emendata apertura agli shopper in plastica riciclata [AGGIORNAMENTO]
23 febbraio 2012 07:35
AGGIORNAMENTO (23.02.2012, ore 12.00): Con 225 voti favorevoli, 32 contrari e due astensioni il Senato ha licenziato per la Camera il disegno di legge 3111 di "conversione in legge del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, recante misure straordinarie e urgenti in materia ambientale". 
Il Senato ha iniziato ieri ad esaminare in Commissione Ambiente il ddl n. 3111 di conversione in legge del decreto legge 25 gennaio 2012, n. 2, recante misure straordinarie e urgenti in materia ambientale, che all'articolo 2 fissa alcuni paletti sul divieto di commercializzazione dei sacchetti per la spesa non biodegradabili. Nel corso della seduta, Il relatore, sen. D'Alì (PdL), ha illustrato i contenuti del provvedimento, quindi si è passati all'approvazione di una serie di emendamenti, mentre le dichiarazioni di voto finali sono state rimandate a oggi, 23 febbraio.
Al termine della seduta, il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha affermato, a proposito degli emendamenti sui bioshopper, che si tratta di "misure equilibrate che consentono di sostenere la chimica verde e nel contempo di salvaguardare le imprese dedite alla precedente produzione".
Le principali novità emerse nella seduta di ieri, contenute in una proposta di modifica approvata dalla Commissione, riguardano una diversa articolazione degli spessori, per i sacchetti esentati dal divieto, a seconda della tipologia (con o senza maniglie) e la possibilità di commercializzare, in deroga al bando (questa la nostra interpretazione del terzo comma), anche shopper con almeno il 10% di plastica riciclata (30% se ad uso alimentare).
Questo il testo passato in Commissione (Proposta di modifica n. 2.1 al DDL n. 3111, non ancora votata).
«Art. 2.
(Disposizioni in materia di commercializzazione di sacchi per asporto merci nel rispetto dell'ambiente)
1. Il termine previsto dall'articolo 1, comma 1130, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, come modificato dall'articolo 23, comma 21-novies, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, ai fini del divieto di commercializzazione di sacchi per l'asporto merci, è prorogato fino all'adozione del decreto di cui al comma 2 limitatamente alla commercializzazione dei sacchi monouso per l'asporto merci realizzati con polimeri conformi alla norma armonizzata UNI EN 13432:2002, secondo certificazioni rilasciate da organismi accreditati, di quelli riutilizzabili realizzati con altri polimeri che abbiano maniglia esterna alla dimensione utile del sacco e spessore superiore a 200 micron se destinati all'uso alimentare e 100 micron se destinati ad altri usi, di quelli riutilizzabili realizzati con altri polimeri che abbiano maniglia interna alla dimensione utile del sacco e spessore superiore ai 100 micron se destinati all'uso alimentare e 60 micron se destinati agli altri usi.
2. Fermo restando quanto previsto dal comma 1, con decreto di natura non regolamentare adottato di concerto dai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico, sentite le competenti Commissioni parlamentari, notificato secondo il diritto dell'Unione europea, da adottare entro il 31 luglio 2012, nel rispetto della gerarchia delle azioni da adottare per il trattamento dei rifiuti, prevista dall'articolo 179 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, possono essere individuate le eventuali ulteriori caratteristiche tecniche ai fini della loro commercializzazione nonché, in ogni caso, le modalità di informazione ai consumatori, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
3. Per favorire il riutilizzo del materiale plastico proveniente dalle raccolte differenziate, i sacchi realizzati con polimeri non conformi alla norma armonizzata UNI EN 13432:2002 devono contenere una percentuale di almeno il 10 per cento di plastica riciclata e del 30 per cento per quelli ad uso alimentare. La percentuale di cui al periodo precedente può essere annualmente elevata con decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentiti il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti di imballaggi in plastica - COREPLA e le associazioni dei produttori.
4. A decorrere dal 31 luglio 2012, la commercializzazione dei sacchi non conformi a quanto prescritto dal presente articolo è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 2.500 euro a 25.000 euro, aumentata fino al quadruplo del massimo se la violazione del divieto riguarda quantità ingenti di sacchi per l'asporto oppure un valore della merce superiore al 20 per cento del fatturato del trasgressore. Le sanzioni sono applicate ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689. Fermo restando quanto previsto in ordine ai poteri di accertamento degli ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria dall'articolo 13 della legge n. 689 del 1981, all'accertamento delle violazioni provvedono, d'ufficio o su denunzia, gli organi di polizia amministrativa. Il rapporto previsto dall'articolo 17 della legge n. 689 del 1981 è presentato alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura della provincia nella quale è stata accertata la violazione».
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