Secondo ChemOrbis, sono falliti i tentativi di apportare rincari sul mercato spot del polietilene.
20 ottobre 2011 06:44
All'inizio del mese, rileva ChemOrbis, i produttori europei di polietilene hanno provato ad aumentare i prezzi del polietilene, nonostante la chiusura invariata del contratto dell'etilene e la debolezza sul lato della domanda. Sul mercato spot, gli aumenti mensili richiesti variavano tra 20 e 40 euro/ton rispetto a settembre, livello non considerato realistico da alcuni distributori locali che hanno preferito applicare prezzi da rollover a diminuzioni per attirare interesse all'acquisto.
Di fronte alle ipotesi di aumento, i buyer italiani sono rimasti inattivi e hanno mostrato una netta resistenza ai rincari, motivando l'ostinazione con il tradizionale rallentamento stagionale per molte applicazioni del polietilene, il calo dei prezzi in altri mercati globali e le diffuse preoccupazioni sull'andamento dell'economia europea.
Avvicinandosi alla fine del mese - rileva sempre ChemOrbis - gli acquirenti restano ancora riluttanti all'acquisto: alcuni dispongono di scorte sufficienti, mentre altri preferiscono lavorare con un basso livello di magazzino a causa della diminuzione del numero degli ordini provenienti dai propri clienti a valle.
Le transazioni spot concluse fino ad ora indicano rollover o ribassi di 10-20 euro/ton per LDPE e HDPE. Le transazioni spot, comunque limitate nel numero, sono state riportate per origini dell'Europa centrale, Europa occidentale ed extra-europee disponibili localmente, incluse del Medio Oriente, Sud Africa e Iran a prezzi per lo più collocati ai livelli minimi del range complessivo.
Nelle prossime settimane i player si concentreranno sugli accordi a volume. Dopo aver iniziato il mese con richieste d'aumento a tre cifre, molti produttori hanno ridotto sensibilmente gli obiettivi. Il tentativo è ora di incrementare i prezzi di 20-60 euro/ton, mentre i buyer sono fiduciosi di chiudere con riduzioni rispetto ai livelli d'offerta attuali. Un produttore sudeuropeo, che sta cercando di ottenere aumenti di 20-50 euro/ton rispetto a settembre per i suoi nuovi accordi a volume e rollover per i suoi carichi spot, ha dichiarato a ChemOrbis che, vista la bassa domanda, potrebbe non essere in grado di raggiungere gli obiettivi prefissati.
Fonte: ChemOrbis
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