7 settembre 2026 09:36
A Fakuma, RadiciGroup e Domo Engineered Materials si presentano per la prima volta al mercato in modo coordinato, anche se fisicamente esporranno ancora in due stand distinti. Una fusione di portafogli e competenze frutto dell’acquisizione delle due storiche attività nei tecnopolimeri da parte di Lone Star Funds (leggi articolo).
A spiegare il senso della presenza congiunta è Erico Spini, Global Marketing Manager di RadiciGroup High Performance Polymers, che individua alcune complementarietà dei portafogli come uno degli elementi più interessanti del nuovo perimetro industriale.
"Sui prodotti alti di gamma e sulle famiglie diverse dalle poliammidi vedo un’ottima complementarietà", afferma Spini (nella foto). "La nuova offerta comprende famiglie consolidate come Radilon, Radiflam, Renycle e Radistrong - poliammidi, ma anche PBT (Raditer, Radiflam B) e PPA (Radilon Aestus) -, oltre allo storico marchio Technyl, basato su poliammidi 6 e 66, con leghe e gradi speciali che ampliano l’offerta del gruppo nei mercati chiave: mobilità, beni di consumo e industriali, elettrico-elettronico e idrotermosanitario".
La mobilità elettrica è un buon esempio di questa integrazione. Entrambe le realtà dispongono di materiali destinati ai componenti per applicazioni in presenza di alta tensione, compresi compound in colorazione arancione nelle famiglie Technyl PROTECT, Technyl STAR, Technyl ONE, Radilon, Raditer e Radiflam.
RadiciGroup ha inoltre esteso negli ultimi anni l’offerta, oltre le poliammidi, introducendo PBT ritardanti la fiamma esenti da alogeni e PBT speciali. Tra gli sviluppi più recenti spicca un PBT resistente all’idrolisi con CTI di 600 V, destinato alle applicazioni dove sono richieste elevate proprietà di isolamento elettrico.
È proprio la disponibilità di formulazioni differenti a rendere più articolata la nuova proposta. "Questo ci può aiutare a essere più completi ed efficaci nell’offrire il materiale più adatto in moltissime applicazioni", osserva Spini.
La complementarietà funziona anche nella direzione opposta. Nel settore elettrico-elettronico, per esempio, Spini individua in Technyl ONE una delle aggiunte più interessanti al portafoglio RadiciGroup. Si tratta di una poliammide speciale destinata ad applicazioni elettriche complesse che, per lavorabilità e prestazioni, si colloca tra una PA66 convenzionale e materiali a maggiore resistenza termica, come ad esempio le PPA.
Sullo stesso versante, con possibili applicazioni in molti mercati di riferimento (auto, E/E, CIG), si colloca Technyl STAR, famiglia di PA6 e PA66 ad alta fluidità per componenti che richiedono buone proprietà meccaniche e facilità di trasformazione. Spini cita inoltre Technyl RED per le alte temperature e Technyl MAX per applicazioni che richiedono elevata rigidezza e resistenza meccanica.
Un altro campo nel quale la combinazione delle gamme può ampliare l’offerta è il settore idrotermosanitario. Ai materiali già omologati nel portafoglio RadiciGroup, che comprendono anche prodotti speciali come Radistrong Aroma (PA66 speciale), Radilon DT (PA612) e Radilon Aestus (PPA), si aggiungono quelli della famiglia Technyl SAFE, destinati anche al contatto con alimenti e acqua potabile.
Sinergie si intravedono anche nelle attività di metal replacement nel supporto specialistico alla simulazione di processo e alla progettazione. In questo caso, oltre ai materiali, giocano un ruolo cruciale le competenze ingegneristiche: passare dal metallo a un polimero richiede capacità di progettazione, conoscenza delle specifiche che il componente e il materiale devono rispettare, competenze nella scienza dei materiali e supporto applicativo.
L’integrazione può quindi rafforzare un approccio che punta a semplificare geometrie e processi, ridurre il peso e sfruttare maggiormente la libertà progettuale offerta dallo stampaggio.
Per Spini, l’impatto ambientale non si riduce soltanto aumentando la quota di materia riciclata, infatti anche la sostituzione di un componente metallico può contribuire agli obiettivi ambientali attraverso alleggerimento e semplificazione produttiva.
Sul fronte dei materiali riciclati, RadiciGroup propone da tempo compound ottenuti prevalentemente da riciclo meccanico (Renycle e Technyl 4EARTH), con materie prime post-industriali e post-consumo, adatti anche per applicazioni mature, dove possono offrire ai clienti un’alternativa ai materiali vergini.
Una sostenibilità ambientale che deve però fare i conti con nuove sfide, soprattutto nell’automotive, dove cresce l’attenzione verso il recupero delle plastiche dai veicoli a fine vita, alla luce del nuovo regolamento approvato a giugno dal Consiglio dell’Unione Europea.
RadiciGroup si sta già confrontando con le principali case automobilistiche e sta valutando differenti approcci tecnologici. Dal punto di vista tecnico, osserva Spini, recuperare anche componenti in poliammide è possibile, ma arrivare a materiali prodotti su scala industriale, con gli standard qualitativi richiesti per il settore auto a un prezzo concorrenziale, costituisce un obiettivo ambizioso.
"Stiamo cercando di seguire l’approccio migliore, valutando tutti gli aspetti, compreso quello economico, in una logica di collaborazione”, spiega Spini. "Il rischio, altrimenti, è ottenere un materiale rigenerato tecnicamente valido, ma troppo costoso, senza avere la certezza che il mercato sia disposto ad assorbirlo".
Secondo il manager di RadiciGroup, il percorso deve coinvolgere tutta la filiera: case automobilistiche, operatori dello smantellamento e del recupero, riciclatori e produttori di compound. "Nessun singolo attore può assumersi da solo il rischio di investimenti importanti senza una prospettiva condivisa di utilizzo dei materiali recuperati".
A Fakuma RadiciGroup sarà presente con la propria offerta in due stand dedicati:
• Pad. A1, Stand 1104 - Radilon family offering
• Pad B4, Stand 4216 - Technyl family offering
Con il contributo di:
RadiciGroup
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