14 maggio 2026 08:44
Alkelux, startup attiva nel settore dei materiali sostenibili per il packaging alimentare, ha raccolto 970 mila euro per portare sul mercato un nuovo additivo ottenuto dagli scarti della liquirizia, da incorporare negli imballaggi in materiale plastico o cellulosico al fine di prolungare la conservazione dei prodotti freschi (shelf-life).
Le risorse serviranno a passare dalla scala di laboratorio a quella pilota, attraverso la costruzione di un impianto a Sassari che porterà la produzione dagli attuali 10 kg annui a 4,5 tonnellate annue entro la fine del 2026.
Una parte del round sarà dedicata all'ottenimento delle certificazioni necessarie alla commercializzazione, atteso entro la fine del 2026, e all'espansione del team, già rafforzato dall'assunzione dei primi due dipendenti, tra cui una ricercatrice tornata in Italia dopo sei anni trascorsi in Slovenia.
La tecnologia - spiega l'azienda - si basa su nano-polymer dots, nanoparticelle a base carboniosa con proprietà antimicrobiche in grado di estendere la shelf-life delle fragole da 3 a 8-9 giorni. L'additivo verrebbe incorporato nelle plastiche o nella polpa di cellulosa senza richiedere alcuna modifica agli impianti di produzione esistenti. Sul piano della resa, un grammo di polvere sarebbe sufficiente a funzionalizzare un chilo di plastica, con un dosaggio dello 0,1%.
Oltre all'ortofrutta, potenziali applicazioni potrebbero riguardare anche il packaging per carne e prodotti da forno, oltre ai dispositivi monouso per il comparto biomedicale.
Al round Seed hanno partecipato Foodtech Accelerator, veicolo di investimento costituito da CDP Venture Capital SGR ed Eatable Adventures, con Accelera Ventures, che ha effettuato un follow-on da 350 mila euro per un investimento complessivo di 520 mila euro. Banco di Sardegna è entrato direttamente in equity tramite il proprio Fondo Spoke4Fin, mentre l'ultimo investitore è La Gemma Venture, acceleratore e fondo di investimento di Cuneo.
Alkelux è stata fondata nel 2024 da Matteo Poddighe, chimico e dottore di ricerca all’Università di Sassari, insieme a Davide Sanna e ad altri due soci: Emina Bilanovic e Carlo Usai. Nasce con la missione di ridurre lo spreco alimentare lungo la filiera dell'ortofrutta trasformando uno scarto industriale oggi privo di valore, ovvero la peluria delle radici di liquirizia, prodotta in centinaia di tonnellate ogni anno dalla filiera calabrese, in un additivo industriale per imballaggi attivi.
"La nostra ambizione è costruire un'infrastruttura che inizi in Sardegna, valorizzi gli scarti della Calabria e generi posti di lavoro qualificati per chi ha studiato in queste regioni e oggi molto spesso è costretto ad andarsene", afferma Matteo Poddighe, CEO e founder di Alkelux.
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