24 aprile 2026 08:43
Secondo un recente studio di EY, “Nucleare Italia 2026: la rotta per gli Small Modular Reactors”, gli impianti nucleari di nuova generazione potrebbero contribuire ad alleggerire la bolletta energetica per le aziende, soprattutto se energivore, e a ridurre la dipendenza del Paese dalle fonti fossili.
L’analisi ipotizza l’installazione di un piccolo reattore modulare da 100 megawatt, con un funzionamento regolare per almeno 25 anni. In questo scenario, l’impianto sarebbe in grado di produrre oltre 700mila megawattora all’anno, una quantità di energia sufficiente a coprire il fabbisogno elettrico di una città italiana di circa 150mila abitanti o la domanda elettrica di un grande data center per l’intelligenza artificiale.
Rispetto a un prezzo all’ingrosso dell’elettricità in Italia compreso tra 94 e 150 euro per megawattora nel biennio 2025-2026, un reattore nucleare modulare sarebbe in grado di produrre energia a un costo medio intorno ai 107 euro per megawattora, con un rendimento atteso potenzialmente superiore al 12%, a fronte di un investimento stimato di circa 610 milioni di euro.
Secondo Paola Testa (nella foto), Europe West Energy Consulting Leader di EY, perché questa tecnologia possa esprimere pienamente il suo potenziale è fondamentale tradurre questa cornice in scelte industriali concrete: contratti di fornitura di lungo periodo in grado di stabilizzare i ricavi, cantieri standardizzati per comprimere tempi e costi, e un percorso chiaro e trasparente per la gestione dei rifiuti. “È su queste leve che il nucleare modulare può passare dalla fase pilota a una presenza strutturata e competitiva nel mix energetico”.
La chiave, sottolinea Testa, non è il singolo progetto, ma la capacità di procedere rapidamente dalla fase iniziale a una logica industriale. Secondo l’analisi di EY, la transizione dai primi esemplari alla produzione in serie potrebbe ridurre i costi degli impianti fino al 70%, grazie alla ripetibilità dei cantieri e all’integrazione in filiere industriali consolidate, in linea con le iniziative europee dedicate ai piccoli reattori modulari.
Un ulteriore elemento di contesto è rappresentato dall’evoluzione della domanda di energia elettrica, trainata dalla progressiva elettrificazione dei consumi industriali e dallo sviluppo di infrastrutture ad alta intensità energetica.
In questo quadro, si legge nel documento, produrre energia in modo programmabile, tramite fonti a basse emissioni, può svolgere un ruolo di stabilizzazione del sistema, affiancando le rinnovabili non programmabili e contribuendo alla sicurezza, alla stabilità e alla competitività del Paese.
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