21 ottobre 2025 08:44
L’ultimo Insolvency Report di Allianz Trade analizza l’impatto dei dazi statunitensi e dei cambiamenti nel commercio internazionale sulle insolvenze aziendali, prevedendo un incremento dei casi, a livello globale, del +6% quest'anno e del +5% nel 2026, per poi stabilizzarsi nel 2027 (-1%).
L’impatto dei dazi sulle insolvenze, infatti, potrebbe manifestarsi con ritardo, nel 2026, con un rischio crescente di effetto domino.
“Nella prima metà del 2025, gli effetti protettivi dei dazi e il loro limitato trasferimento sui prezzi hanno contribuito a ridurre le insolvenze negli Stati Uniti di 4 punti percentuali, mentre la domanda interna ha compensato in gran parte gli effetti negativi - spiega Maxime Lemerle, Lead Analyst per la Ricerca sulle Insolvenze di Allianz Trade -. Le economie orientate all’export sono destinate a vedere aumenti delle insolvenze: nello scenario peggiore, il Canada potrebbe registrare 1.900 aziende insolventi, la Francia 6.000, la Spagna fino a 2.900 e l’Olanda 700. Al contrario, l’impatto in Germania, Regno Unito, Italia e Belgio risulterebbe trascurabile, grazie a mercati di esportazione più diversificati, una base domestica più ampia o posizioni finanziarie più solide”.
E nel nostro paese? Secondo il principale assicuratore del credito commerciale, dopo il livello minimo registrato a metà del 2023, sono previsti in Italia 13.000 casi di insolvenze entro la fine di quest'anno, con un incremento del +35% rispetto al 2024 (9.612 casi). Tutti i settori stanno contribuendo in modo significativo a questa ripresa, si legge nel rapporto, con aumenti a doppia cifra nella maggior parte dei comparti e un +16% per quanto concerne il settore manifatturiero nazionale.
Le previsioni indicano che il numero di insolvenze resterà elevato in Italia anche nel 2026 — con circa 13.400 casi (+3%) — poiché la ripresa economica, pur in recupero, non sarà sufficiente a invertire la tendenza. Anche per il nostro paese, un lieve miglioramento si vedrà nel 2027, con una riduzione stimata del 5% (circa 12.700 casi), sostenuta da un contesto macroeconomico e finanziario più favorevole.
Guardando avanti, Allianz Trade prevede che la resilienza delle imprese sarà messa alla prova da tre vulnerabilità: la prima è legata alla crescita economica debole, con un ritmo negli Stati Uniti e nell’Eurozona inferiore alla soglia necessaria per stabilizzare le insolvenze. Peseranno anche condizioni di finanziamento restrittive, con tassi d’interesse elevati e un’offerta di credito limitata, con effetti soprattutto per le imprese più indebitate e quelle a forte intensità di capitale, in particolare le PMI. Infine, le debolezze settoriali, con rischi più accentuati nei settori delle costruzioni e dell’automotive, a causa di tassi alti, trasformazioni tecnologiche e concorrenza crescente.
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