6 giugno 2025 08:45
Proseguono i controlli della Guardia di Finanza sul territorio nazionale volti al contrasto dell'immissione sul mercato di prodotti in plastica fuori norma o privi delle indicazioni su provenienza e tracciabilità dei materiali, che possono comportare un rischio per la salute, soprattutto se destinati al contatto con alimenti (MOCA).
All’interno di un capannone ubicato nella zona industriale di Padova sono stati sequestrati nei giorni scorsi oltre 7,5 milioni di prodotti - realizzati con diversi materiali - destinati al contatto con gli alimenti, ritenuti irregolari in quanto privi sia delle istruzioni per un impiego sicuro e adeguato, sia delle necessarie certificazioni idonee a permettere la tracciabilità delle materie prime utilizzate per la loro produzione. Inoltre, i prodotti erano posti in commercio in un locale non censito dalle locali autorità sanitarie, poiché era stata omessa la relativa comunicazione.
Il titolare della ditta individuale sottoposta a controllo è stato segnalato al Comune di Padova e i prodotti rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro per essere ritirati dal commercio.
La seconda operazione è avvenuta in provincia di Taranto, dove in passato erano già stati individuati reati dello stesso tipo.
Nell'ambito dei controlli a contrasto dell’illecita commercializzazione di prodotti potenzialmente dannosi per la salute pubblica, le Fiamme Gialle hanno eseguito accessi presso alcune aziende ed esercizi commerciali a Taranto, Martina Franca, San Marzano di San Giuseppe, Lizzano, Manduria e Avetrana. In totale sono stati sequestrati oltre 25.000 prodotti di vario genere, compresi 9mila piatti, articoli casalinghi e altri prodotti monouso in plastica ritenuti non sicuri perché privi delle informazioni previste dal Codice del Consumo. Informazioni obbligatorie che riguardano la denominazione legale o merceologica del prodotto, l'identità del produttore, i materiali impiegati ed eventuale presenza di sostanze potenzialmente dannose per la salute.
Per quanto concerne i piatti in plastica, sulle confezioni era stato impresso il logo “MOCA” (materiali e oggetti destinati al contatto con gli alimenti) pur in assenza del relativo certificato di conformità prescritto per legge. Al termine dei controlli sono stati segnalati alla competente Autorità amministrativa i nove titolari delle rivendite ispezionate.
Inoltre, grazie ad approfondimenti investigativi finalizzati alla disarticolazione delle “filiere illecite”, sono stati individuati e deferiti all'autorità giudiziaria anche 15 imprenditori, operanti in Puglia e in Campania, ritenuti dagli inquirenti responsabili della fornitura di prodotti “non sicuri” e già sottoposti a sequestro dalla Guardia di Finanza nel corso di precedenti interventi operativi.
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