2 maggio 2025 10:40
Per ridurre l'utilizzo di plastica nei suoi cartoni in poliaccoppiato per bevande, Tetra Pak sta studiando una chiusura in carta destinata a rimpiazzare quella in polietilene nell'ambito di un più ampio processo di 'paperizzazione' dei materiali da imballaggio.
“Stiamo percorrendo un cammino verso l’imballaggio alimentare più sostenibile al mondo - sostiene Aldo Fontana, Global Product Manager di Tetra Pak -. Ciò significa una confezione realizzata interamente con materiali rinnovabili o riciclati, provenienti da fonti responsabili per ridurre l’impatto ambientale. Significa anche progettare in ottica di circolarità e garantire che la confezione sia facilmente riciclabile e con un’alta resa in termini di materiali recuperabili”.
“I consumatori vedono oggi il cartone come l’imballaggio per bevande più sostenibile dal punto di vista ambientale - aggiunge Aldo Fontana -. Il tappo in carta si inserisce in questa dinamica e supporta il nostro obiettivo di massimizzare la presenza di carta nelle nostre soluzioni, mantenendo la funzionalità e facilitando la transizione sia per i produttori di alimenti che per i consumatori.”
In quest'ottica, Tetra Pak ha sostituito un paio di anni fa lo strato barriera in alluminio nei contenitori asettici con uno in carta (leggi articolo), portando il contenuto di materiale cellulosico all’80%. Combinata con polimeri di origine vegetale derivati dalla canna da zucchero o da riciclo chimico (leggi articolo), l’impronta di carbonio degli imballaggi alimentari asettici può essere ridotta di un terzo.
Utilizzare la carta al posto della plastica nella chiusura resta comunque un obiettivo molto ambizioso, poiché bisogna garantire l'integrità dell’imballo, la piena compatibilità con le linee produttive esistenti e funzionalità. Il tappo deve resistere all’umidità, ai cambi di temperatura e alle sollecitazioni da trasporto, mantenendo la qualità del prodotto.
Sperimentazioni sono in corso in Spagna con Aneto, che già quattro anni fa aveva introdotto polietilene 'verde' ottenuto partendo da bioetanolo da canna da zucchero sia nei tappi che nel coating delle confezioni, aumentando in tal modo la quota di materiali rinnovabili.
Il prodotto scelto per il test è il brodo vegetale, che presenta una domanda pressoché costante tutto l’anno, ideale quindi per una produzione controllata.
“Una delle nostre priorità è garantire che il tappo rispetti gli stessi standard prestazionali di quelli in plastica - sostiene Pietro Martini, Manager Solutions Scouting & Early Innovation di Tetra Pak -: deve essere facile da aprire, richiudibile e resistente". Per questa ragione, la nuova chiusura in carta è stata testata secondo i protocolli e gli standard di Tetra Pak, valutandone integrità, resistenza dei materiali e riciclabilità.
Sostituendo il tappo in plastica con quello in carta, il contenuto cellulosico della confezione aumenta del 3%, raggiungendo quasi il 73% del peso complessivo. Insieme ai polimeri biobased impiegati nella barriera e nel collo dell’apertura, la quota totale di materiali rinnovabili può raggiungere l’87%.
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