17 maggio 2018 09:17

Terzo anno di stasi per i consumi italiani di polistirene espanso sinterizzato (EPS): secondo i dati diffusi dall’associazione di settore Aipe - basati su elaborazioni Plastic Consult - l’anno scorso sono state trasformate nel nostro paese 123mila tonnellate di EPS, sostanzialmente lo stesso volume dei due anni precedenti.
Si tratta comunque di un consolidamento dei volumi dopo il forte calo registrato in due riprese tra il 2008 e il 2009 (a causa della crisi finanziaria a livello globale) e tra il 2012 e il 2014, in questo caso per la crisi del settore edilizia e costruzioni. Basti pensare che nel 2007, miglior anno per il comparto, i consumi erano pari a oltre 150mila tonnellate.

Tornando al 2017, l’edilizia si conferma il principale settore di utilizzo del polistirene espanso con 67.500 tonnellate, in leggera crescita rispetto al 2016 (+1,5%), mentre l’imballaggio si attesta a 52.500 tonnellate, con un leggero calo sull’anno precedente (-0,9%); stabili le altre applicazioni, con circa 3.000 tonnellate.
Nell’edilizia vengono utilizzati sopratutto i blocchi (74%), con il cappotto che domina i consumi e la domanda sostenuta prevalentemente dalla riqualificazione energetica degli edifici, mentre nell’imballaggio prevale lo stampato (75%); metà del mercato del packaging in EPS (53%) è rappresentata dalla protezione di beni durevoli (elettrodomestici bianchi e bruni, mobili) - comparto in calo per la contrazione dei settori di destinazione e la concorrenza di materiali alternativi - seguito da seminiere (17%), alimentare (16%) e cassette per il pesce (13%).
Per tipologia di prodotto, sulle 123mila tonnellate trasformate l’anno scorso, il blocco rappresenta 63.500 tonnellate, mentre i preformati stampati valgono le restanti 56mila tonnellate.
Una delle sfide per il settore è quella della sostenibilità, che va affrontata attraverso la circolarità. "La filiera dell’EPS italiana lo sta facendo già da alcuni anni - sostiene Augusto Baruzzi, Presidente di Aipe -, attraverso la collaborazione con Corepla, volta a migliorare la filiera del recupero e del riciclo del polistirene”. L'associazione sostiene inoltre progetti di ricerca nazionali e comunitari per sviluppare processi di trattamento dell’EPS a fine vita: a questo importante tema è dedicato il convegno che l’associazione terrà il prossimo 30 maggio in occasione di Plast2018 (leggi articolo), dove saranno presentati due progetti per il riciclo meccanico e chimico (dissoluzione) dei manufatti in EPS.
Secondo Aipe, l’anno scorso sono state riutilizzate in Italia 25mila tonnellate di EPS proveniente da scarti, sfridi di trasformazione e taglio, nonché rifiuti post-consumo.
“Il nostro settore si trova a far fronte a delle sfide molto rilevanti – conclude Baruzzi - che però possono trasformarsi in grandi opportunità, a patto che sappiamo affrontarle facendo fronte comune e superando gli individualismi. Solo lavorando insieme possiamo gestire al meglio certe questioni e l’associazione è la sede migliore per farlo”.
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