27 marzo 2017 09:52

Negri Bossi ha celebrato il 21 marzo scorso i primi settant’anni dalla fondazione dell’azienda, avvenuta nel 1947 per opera di Pietro Negri, originario di Oggiono (CO) e Walter Bossi, nato a Besozzo (VA), con la partecipazione del ragioniere cremonese Marco Giani. I tre pionieri del settore materie plastiche provenivano dalla società Cogema (Compagnia Generale Macchine ed Apparecchiature per Materie Plastiche), fondata dallo stesso Giani, che aveva iniziato a costruire in Italia le prime presse ad iniezione.
Nella nuova società "Officine Meccaniche Negri Bossi & C Srl", Walter Bossi si occupa della progettazione delle presse, Pietro Negri - grazie alla sua preparazione meccanica - segue la produzione e l’assistenza tecnica, mentre a Marco Giani è affidata l’amministrazione. La prima sede si trova a Milano, in corso Magenta, con una decina di addetti, ma quasi subito la società si trasferisce in via Bazzini, sempre nel capoluogo lombardo, dove era disponibile un capannone più grande, necessario in quanto l’attività si stava rapidamente espandendo.
La prima pressa costruita da Negri Bossi porta la sigla NB28, ancora oggi visibile nell'atrio dello stabilimento di Cologno Monzese: aveva una forza di chiusura di 15 tonnellate, azionamento oleodinamico e due colonne. Fu venduta per 450.000 lire ad un’azienda bergamasca per la produzione di bottoni in polistirene, con un peso della stampata di 28 grammi. Tra le curiosità di questa macchina spicca la pompa Aral, recuperata fortunosamente nei depositi ARAL, lasciati dagli americani al termine della Seconda guerra mondiale.
Nel 1948 entra in azienda Gianni Bodini, promettente progettista che nel 1958 diventa Direttore tecnico e responsabile della progettazione della società milanese. Nel 1964, la società si trasferisce definitivamente a Cologno Monzese dove ancora oggi risiede. In questo periodo Negri Bossi deposita diversi brevetti costruendo presse con forza di chiusura da 15 a 1200 tonnellate. Visti i successi commerciali, nel 1960, la società amplia il reparto produttivo nel nuovo stabilimento di Pero (Milano).
Pietro Negri muore nel 1970, mentre Walter Bossi termina di lavorare nel 1979 e scompare nel 2012.
In seguito, la casa di Cologno Monzese, passa di mano: prima viene acquisita da Ingersoll Rand, che nel 1974 cambia la ragione sociale in Ingersoll Rand Negri Bossi Spa; cinque anni più tardi il costruttore milanese passa alla olandese Leesona BV, che muta il nome nell’attuale Negri Bossi Spa. Nel 1978 tocca alla statunitense John Brown, che nel 1987 viene acquisita da Trafalgar House, a sua avvolta inglobata nel 1996 dal gruppo norvegese Kvaerner.
Negri Bossi torna sotto controllo italiano nel 1999, quando un consorzio di acquirenti finanziari guidato dalla Private Equity Partners di Milano acquista la capogruppo con le tre filiali in Inghilterra, Francia e Spagna. Nel 2001 la società viene quotata nel segmento STAR di Borsa Italiana e scalata dal gruppo Sacmi, che nel 2009 rileva il pieno controllo della società e provvede al delisting. Infine, nel 2014 il costruttore milanese viene acquisito da Kingsbury (Gruppo Optimation), che ancora oggi ne detiene il controllo.

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