Legambiente ha presentato i risultati dell’indagine sul marine littering condotta dalla Goletta Verde.
13 novembre 2015 06:19
I risultati delle analisi condotte dalla Goletta Verde di Legambiente nei mari italiani sono stati presentati nei giorni scorsi a Milano in occasione del convegno “Plastic Free Sea” dedicato al marine littering di rifiuti plastici.
Tra l’estate l’estate 2014 e quella 2015 sono stati avvistati dall’imbarcazione 2.597 rifiuti galleggianti, il 95% dei quali in materiale plastico, soprattutto teli (39%) e buste di plastica, intere e frammentate (17%). Seguono cassette di polistirolo e frammenti (7%), bottiglie di plastica (6%), reti e lenze (5%), stoviglie di plastica (2%). Il restante 5% dei rifiuti marini è costituito da carta, legno manufatto, metalli, gomma, tessili e vetro.
Si tratta di una concentrazione media pari a 32 rifiuti ogni chilometro quadrato con punte più elevate nel Tirreno centrale, dove i corpi estranei all’ambiente marino erano in media 51 per chilometro quadrato.
Legambiente ha anche presentato il primo studio preliminare sulla presenza di microplastiche negli arcipelaghi italiani, realizzato in collaborazione con Ispra. Lo studio, condotto nell’estate 2015 nei mari intorno a sei isole (San Domino – Isole Tremiti, Lipari, Ischia, Ventotene, Asinara e Isola d’Elba) e presso due foci, prese come aree di confronto (Po e Tevere), ha registrato un picco massimo di 528 microparticelle di plastica per 1000 metri cubi di acqua a largo dell’isola di Ischia.
“Il problema non è circoscritto ai soli rifiuti galleggianti ma è aggravato da tutto ciò che non è visibile - ha sottolineato Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente -. Parliamo delle tonnellate di rifiuti che giacciono sui nostri fondali ma anche delle microparticelle di plastica, risultato della frammentazione di rifiuti più grandi, la cui presenza è stata riscontrata in tutti i nostri campionamenti. Questi frammenti, una volta ingeriti dai pesci, finiscono sulle nostre tavole, contaminando di fatto l’intera catena alimentare".
Legambiente ricorda che, secondo uno studio commissionato dall’Unione Europea, il fenomeno del marine litter costa all’Unione europa 476,8 milioni di euro l’anno, considerando solo turismo e pesca. In particolare, il solo costo stimato per la pulizia di tutte le spiagge dell’Unione Europea si attesta a 411,75 milioni di euro.
I risultati completi sono disponibili sul sito dedicato al Marine Litter di Legambiente
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