Per il Ministro all’Ambiente i principi della protezione e della tutela dell’ambiente possono derogare a quelli del mercato. In arrivo le sanzioni? [aggiornamento]
4 novembre 2013 16:53
“La riduzione del consumo di borse di plastica va nella giusta direzione della protezione dell’ambiente e dell’uomo da uno dei più insidiosi fattori di inquinamento - è il commento del Ministro all’Ambiente Andrea Orlando alla proposta presentata oggi dalla Commissione Europea per ridurre l’utilizzo di sacchetti leggeri in plastica, come emendamento alla direttiva su imballaggi e rifiuti da imballaggio. “Per questi motivi sostengo con convinzione l’iniziativa della Commissione Europea e, anzi, rivendico con orgoglio che l’Italia in questa materia è all’avanguardia, avendo una normativa che mette al bando i sacchetti che non siano di materiale biodegradabile e compostabile. E’ motivo di orgoglio per il nostro Paese aver aperto la strada all’Europa”.
“Solo pochi mesi fa Regno Unito e Paesi Bassi impugnarono la normativa italiana sul bando alle buste di plastica, invocando principio di libera circolazione delle merci all’interno dell’Unione Europea e provocando un ritardo nell’applicazione delle sanzioni per chi continua a commercializzare sacchetti in plastica tradizionale - aggiunge Orlando - Mi auguro che questa iniziativa del commissario Poto?nik trovi rapidamente il sostegno delle Istituzioni Comunitarie e dei Paesi Membri, affermando inequivocabilmente che i principi della protezione e della tutela dell’ambiente possano derogare a quelli del mercato”.
Potrebbe trovare parziale soluzione anche la procedura di infrazione contro l’Italia, rea di non aver comunicato per tempo alla Commissione la decisione di mettere al bando i sacchetti, provvedimento che sarebbe anche in contrasto con l’Art.18 della Direttiva imballaggi. Il commissario UE all’ambiente, Janez Potocnik avrebbe dichiarato ad un’agenzia di stampa che la Commissione Europea potrebbe congelare la procedura di infrazione, senza chiudere il dossier, in attesa della conclusione dell’iter legislativo avviato oggi con la presentazione della proposta di emendamento. Proposta che, per divenire eftettiva, deve essere prima approvata dal Parlamento Europeo. “La situazione non è completamente la stessa di prima, ma le conseguenze sul caso italiano non sono automatiche”, ha affermato.
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