14 marzo 2013 04:57

La Commissione Europea ha ricevuto il 12 marzo scorso dai Ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico lo Schema di decreto interministeriale concernente l'individuazione delle caratteristiche tecniche dei sacchi per asporto merci, previsto dall'articolo 2 del decreto-legge n. 2/2012, convertito con la legge n. 28/2012.
Il decreto rappresenta l'ultimo atto necessario per mettere a regime, con l'entrata in vigore del sistema sanzionatorio, la messa al bando in Italia dei sacchetti per la spesa usa e getta in plastica, ad eccezione di quelli biodegradabili e compostabili, oppure riutilizzabili più volte.
La Commissione Europea ha tempo fino al 13 giugno 2013 per sollevare eventuali obiezioni alla norma tecnica, secondo quanto prevede la Direttiva imballaggi.
Come si legge nella lettera (notifica 2013/152/I) che accompagna lo schema di decreto:
"Il progetto di decreto è costituito da sei articoli.
Con gli articoli da 1 a 5, vengono indicate le definizioni utilizzate nel testo ai fini dell'applicazione del decreto (art. 1); individuate le caratteristiche delle categorie di sacchi per l'asporto merci di cui è consentita la commercializzazione (art. 2) e le modalità da seguire per fornire ai consumatori le informazioni concernenti il corretto utilizzo delle diverse categorie di sacchi, riportando su ciascuna categoria di sacchi le specifiche diciture prescritte (art. 3); si conferma la sussistenza delle sanzioni di cui all'articolo 2, comma 4, del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2 e si precisa che l'attuazione del decreto non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica (art. 5).
L'articolo 6 dispone la sottoposizione del decreto alla procedura di comunicazione ai sensi della direttiva 98/34/CE, ne sancisce l'entrata in vigore solo a seguito della conclusione, con esito favorevole, della procedura stessa e ne prevede la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana".
Così il nostro Governo spiega la natura dello schema regolamentare: "L’adozione del decreto è prevista dall’articolo 2 del decreto-legge 25 gennaio 2012 n. 2 convertito, con modificazioni, con la legge 24 marzo 2012, n. 28; tale decreto-legge ha individuato una soluzione equilibrata per l’utilizzo dei sacchi da asporto merci volta a disincentivare il ricorso ai sacchi monouso, limitando così la produzione di rifiuti, per tutelare l’ambiente dalle dispersioni accidentali di sacchetti, incentivando nel contempo lo sviluppo tecnologico e industriale nel settore della chimica da fonti rinnovabili.
Il provvedimento risponde anche al problema originato nel ciclo di recupero e produzione di ammendante di qualità, dall’immissione di sacchetti non compostabili, con conseguenze negative sia in termini economici che di qualità del prodotto finale.
La soluzione individuata è quindi finalizzata a ridurre l’utilizzo dei sacchi monouso, limitandoli a quelli compostabili, e favorire la diffusione sul mercato di prodotti riutilizzabili.
Lo scopo del decreto notificato è quello di fornire strumenti tecnici per rendere esecutivo il divieto di commercializzazione di sacchi monouso non biodegradabili e per chiarire le tipologie di sacchi dei quali è consentita la commercializzazione, in attuazione del comma 2 dell’art. 2 del decreto legge n.2/2012".
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