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Accademia e industria alleati nelle bioplastiche

Planet Bioplastics combina le competenze di due ricercatori universitari, di un tecnico commerciale proveniente dall’industria e di un'azienda di compounding e riciclo, per fornire supporto ai trasformatori che vogliono riconvertirsi.

5 gennaio 2022 14:11

Caldara PlastTrasferire in ambito industriale le conoscenze sui biopolimeri acquisite nella ricerca accademica per supportare l'industria trasformatrice nella transizione green: da queste premesse, nel 2017, nasce Planet Bioplastics, uno spin-off del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università di Pisa che incontra quasi subito un partner industriale: Caldara Plast, riciclatore e compounder di materie plastiche con una spiccata sensibilità verso i temi della sostenibilità ambientale.
Da questo connubio nasce una realtà che si muove su diversi piani: ricerca a livello internazionale, consulenza per le imprese, formulazione di bioplastiche per soddisfare specifiche esigenze applicative e, non ultimo, capacità di fornire, quando serve, il materiale a livello commerciale.

RICERCA INTERNAZIONALE. Se il Dipartimento di Ingegneria dell'ateneo toscano opera da diversi anni nel settore dei biopolimeri, con la partecipazione a oltre 20 progetti europei e con due brevetti al suo attivo, Caldara Plast non è da meno: è presente sul mercato dal 1963 e oggi dispone di due stabilimenti, uno specializzato nel recupero degli sfridi di diverse tipologie di materie plastiche, l'altro nella produzione di tecnopolimeri.
Anche i soci di Planet Bioplastics rappresentano questa duplice veste: oltre all'azienda, nella compagine societaria trovano posto due docenti ricercatori e un tecnico commerciale proveniente dall’industria della plastica.
Planet bioplstic estrusoreA un anno dalla sua costituzione, nel 2018 la start-up si trova già all’interno del gruppo di aziende europee e centri di ricerca selezionato per il progetto BBI Ecoat, poi divenuto EcoFunco, e nel 2019 in un secondo progetto (sempre BBI): BIOnTOP. E l'anno scorso, il consorzio in cui si era inserita è stato selezionato per il progetto Preserve nell'ambito del programma Horizon 2000.
I progetti europei hanno finanziato l’attività di Planet Bioplastics nella ricerca sui biopolimeri contribuendo allo sviluppo di nuovi materiali. Nell’ambito del progetto BIOnTOP, alla società è stata infatti affidata la produzione di copolimeri ottenuti da fonti rinnovabili, con l'obiettivo di migliorare il fine vita di film rigidi e flessibili; in particolare, si tratta di materiali destinati alla produzione di imballaggi compostabili e/o riciclabili destinati al settore alimentare e della cura della persona. Nell’ambito del progetto EcoFunco, invece, la principale innovazione riguarda lo sviluppo di film “attivi” e rivestimenti superficiali compostabili con migliorate proprietà barriera e antimicrobiche per la produzione di strutture multistrato per imballaggio.

PROPENSIONE AL NETWORKING. Per partecipare a progetti di ricerca europei non serve solo una conoscenza tecnico-scientifica, ma anche la capacità di fare rete ed è proprio in questo campo che Planet Bioplastics può apportare un valore aggiunto. Nell’ambito del progetto Preserve, che si occupa anche di riciclo, la start-up sta coinvolgendo numerosi partner italiani, soprattutto piccole-medie industrie che da sole non avrebbero avuto accesso a nuove conoscenze, informazioni e contatti; il tutto a costo zero, in quanto le prove industriali vengono spesso rimborsate alle aziende partecipanti.

Planet bioplastic MecspeDALLA RICERCA ALL'INDUSTRIA. Se l'attività di ricerca è importante in un segmento come quello delle bioplastiche ancora in evoluzione, non lo è meno la capacità di tradurre i risultati in applicazioni industriali. Con il supporto del partner industriale Caldara Plast, la società ha messo a punto biopolimeri per il mercato del monouso e per manufatti semidurevoli, biobased e in molti casi compostabili.
Qualche esempio? spazzole per animali (corpo e setole stampate insieme), palette per caffè con resistenza termica, posate monouso anche per alimenti caldi, flaconi per cosmesi e capsule per il caffè, articoli esposti per la prima volta quest'anno in occasione del salone MecSpe di Bologna (nella foto). In fase di sviluppo anche biocompositi con rinforzo in fibra naturale idonei al contatto con alimenti.
Nel compounding di biopolimeri, Planet Bioplastics non si propone come alternativa a fornitori già presenti sul mercato, ma come un partner dei trasformatori per lo sviluppo di nuovi progetti, laddove - almeno inizialmente - potrebbero non essere disponibili i volumi o le condizioni di mercato necessarie per suscitare l'interesse dei produttori di bioplastiche; un supporto che si estende anche alla ricerca applicativa e allo studio di fattibilità di nuovi prodotti, soprattutto per piccole e medie aziende che non dispongono al loro interno di figure qualificate, attrezzature idonee o spazi all'interno dei reparti produttivi per far decollare nuovi progetti. Mettendo a disposizione, oltre ad un know-how prettamente chimico, anche specifiche competenze nei processi di lavorazione delle materie plastiche.
In un momento in cui la crisi delle materie prime sta mettendo in difficoltà molte aziende, Planet Bioplastics vuole lanciare un messaggio di ottimismo: esistono nuovi "filoni" da esplorare e sfruttare, a condizione che si abbia la volontà di innovare, sperimentare e creare nuovi prodotti.

Con il contributo di:
Planet Bioplastics
www.planetbioplastics.com
ilariacanesi@planetbioplastics.com
Caldara Plast
www.caldara.it

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