La possibilità di sostituire i metalli con materiali plastici sta riscuotendo un crescente interesse, considerando il risparmio di peso che si può ottenere a parità di prestazioni. Impiegando fibre di vetro e di carbonio come rinforzo è oggi possibile raggiungere valori di modulo elastico, carico a rottura ed allungamento a snervamento sufficienti a sostituire alluminio, zamak ed altre leghe.
Secondo Lati, azienda specializzata nella formulazione di tecnopolimeri ad elevate prestazioni, i vantaggi legati alla trasformazione per stampaggio risultano interessanti anche nella produzione dei manufatti che oggi impiegano materiali ad altissime prestazioni, quali acciai speciali, resine termoindurenti e, soprattutto, compositi, che scontano maggiori difficoltà in fase di trasformazione, post-lavorazione e riciclaggio a fine vita.
In questo segmento, Lati ha messo a punto una famiglia di compound per stampaggio ad iniezione ottenuti partendo da basi termoplastiche (PA, PPS, PPA, PEEK) e caricati con fibre di carbonio dotate di elevate proprietà meccaniche. Pur essendo destinati alla sostituzione di metalli e compositi, questi materiali possono essere stampati ad iniezione, non richiedono processi di curing (né le relative attrezzature), sono riciclabili e non comportano rischi per l'ambiente

Le caratteristiche meccaniche sono interessanti, se paragonate ai convenzionali compound per usi tecnici, spiega la società: il modulo elastico (come da norma ASTM D 256) può arrivare a 50.000 MPa contro i 15.000 MPa di un normale compound rinforzato al carbonio, mentre il carico a rottura sfiora i 300 MPa contro i 200 di un altocaricato in vetro o carbonio.
Secondo l'azienda varesina, sono soprattutto gli allungamenti sotto carico a offrire i vantaggi più interessanti, soprattutto quando la deformazione deve essere ridotta al minimo: i compound ultrarigidi Lati offrono infatti allungamenti a rottura largamente inferiori all1%, che si traducono in deformazioni trascurabili anche nelle condizioni di lavoro più estreme, tanto da renderli ideali nelle applicazioni aerospaziali, medicali, automotive e articoli sportivi.
25 settembre 2007 09:00
Lati propone una gamma di compound rinforzati con fibre di carbonio per sostituire metalli e compositi.La possibilità di sostituire i metalli con materiali plastici sta riscuotendo un crescente interesse, considerando il risparmio di peso che si può ottenere a parità di prestazioni. Impiegando fibre di vetro e di carbonio come rinforzo è oggi possibile raggiungere valori di modulo elastico, carico a rottura ed allungamento a snervamento sufficienti a sostituire alluminio, zamak ed altre leghe.
Secondo Lati, azienda specializzata nella formulazione di tecnopolimeri ad elevate prestazioni, i vantaggi legati alla trasformazione per stampaggio risultano interessanti anche nella produzione dei manufatti che oggi impiegano materiali ad altissime prestazioni, quali acciai speciali, resine termoindurenti e, soprattutto, compositi, che scontano maggiori difficoltà in fase di trasformazione, post-lavorazione e riciclaggio a fine vita.
In questo segmento, Lati ha messo a punto una famiglia di compound per stampaggio ad iniezione ottenuti partendo da basi termoplastiche (PA, PPS, PPA, PEEK) e caricati con fibre di carbonio dotate di elevate proprietà meccaniche. Pur essendo destinati alla sostituzione di metalli e compositi, questi materiali possono essere stampati ad iniezione, non richiedono processi di curing (né le relative attrezzature), sono riciclabili e non comportano rischi per l'ambiente

Le caratteristiche meccaniche sono interessanti, se paragonate ai convenzionali compound per usi tecnici, spiega la società: il modulo elastico (come da norma ASTM D 256) può arrivare a 50.000 MPa contro i 15.000 MPa di un normale compound rinforzato al carbonio, mentre il carico a rottura sfiora i 300 MPa contro i 200 di un altocaricato in vetro o carbonio.
Secondo l'azienda varesina, sono soprattutto gli allungamenti sotto carico a offrire i vantaggi più interessanti, soprattutto quando la deformazione deve essere ridotta al minimo: i compound ultrarigidi Lati offrono infatti allungamenti a rottura largamente inferiori all1%, che si traducono in deformazioni trascurabili anche nelle condizioni di lavoro più estreme, tanto da renderli ideali nelle applicazioni aerospaziali, medicali, automotive e articoli sportivi.
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