Victrex ha presentato ieri a Milano la nuova serie Aptiv, destinata a competere nel segmento dei film tecnici ad altissime prestazioni, un mercato che a livello mondiale vale circa 15mila tonnellate annue, oggi dominato prevalentemente da poliimmidi e fluoropolimeri.
Prodotti in un nuovo impianto per filmatura da 300 tonnellate annue costruito a Thortnton Clevelys, in Gran Bretagna, che ha richiesto investimenti per circa 8 milioni di euro, i film vengono forniti da Victrex nei tipi amorfi e cristallini (eventualmente caricati con minerali), con spessore da 6 a 750 micron (tolleranza del 7%) e larghezze fino a 1.500 mm per i tipi con spessore fino a 200 micron, e fino a 800 mm nel caso di spessori più elevati.
I prodotti sono disponibili nella finitura standard opaca/lucida e, su richiesta, anche nelle versioni lucido/lucido e opaco/opaco. Sempre su ordinazione, la società britannica è in grado di fornire film trattati al plasma per le applicazioni che lo richiedono.
La produzione è completamente integrata: l'impianto parte infatti dal polimero PEEK prodotto nello stesso sito (Victrex ha attualmente una capacità complessiva di 3.800 t/a che entro la fine dell'anno sarà portata a 4.300 t/a) che, dopo una "filtrazione profonda", destinata ad aumentarne la purezza, viene granulato e avviato alla linea di filmatura. Questa si basa su un estrusore monovite di fattura tedesca. Una volta uscito dall'estrusore, il film viene calandrato e, in funzione della temperatura dei cilindri, origina un prodotto amorfo o cristallino.
Le prestazioni dei film sono le stesse del polietereterchetone utilizzato per estrusione o stampaggio: temperatura massima per uso in continuo di 260°C, elevata resistenza chimica, buone proprietà di usura e frizione, resistenza all'idrolisi, proprietà elettriche e certificazione FDA. rispetto ad altri polimeri ad elevate prestazioni, il PEEK possiede inoltre buone proprietà barriera.
Secondo Reinhard Veljovic, responsabile Victrex per il mercato italiano, i nuovi film si caratterizzano non per l'eccellenza in una specifica caratteristica meccanica o fisica, ma per il mix di proprietà e l'elevata flessibilità applicativa: sono idonei alla produzione di pre-preg non impregnati, sono metallizzabili e lavorabili al laser (microforature o incisioni); inoltre, possono essere fustellati, termoformati, saldati a caldo o laminati su substrati metallici.
Una interessante applicazione sviluppata da un'azienda tedesca prevede la compoundazione del PEEK con nanocariche; il materiale è quinti estruso in un film che viene successivamente laminato su un supporto metallico. La struttura, flessibile, viene quindi arrotolata per formare la sede di cuscinetti a sfera.
Un altro interessante sviluppo, illustrato da Uwe Marburger, responsabile dei film Aptiv per l'Europa, prevede la produzione di una pellicola molto sottile (6 micron, con densità di 7,5 g/m2) per l'isolamento acustico delle fusoliere degli aeroplani, potendo contare, oltre che sulla leggerezza, anche sulla resistenza al fuoco intrinseca del polimero. I tecnici della società britannica stanno ora lavorando per ridurre ulteriormente gli spessori.
Più in generale, le applicazioni del PEEK sottile sono quelle tipiche dei film ad alte prestazioni, dall'auto (guarnizioni, componenti di airbag,isolamento di alternatori) all'industria elettronica ( substrato per circuiti stampati), dall'industria dei semiconduttori all'alimentare e medicale. I film sono anche disponibili in forma di nastri adesivi per applicazioni di protezione e mascheramento.
Veljovic ha identificato interessanti possibilità in nuovi settori, dai display flessibili ai pannelli solari e transistor in film sottile, fino all'imballaggio hi-tech per l'industria medicale e alimentare. E, ancora, diaframmi per altoparlanti di cellulari, isolamento di fili e cavi, trasduttori a pressione e membrane di sensori.
La società francese Cabasse, per esempio, sta già utilizzando i film Aptiv per le membrane degli altoparlanti a 4 vie che equipaggiano un sistema audio dalle prestazioni molto avanzate. ma i film Aptiv erano presenti anche all'ultima American Cup: l'imbarcazione tedesca United Internet faceva uso di questi materiali per proteggere alcuni elementi dello scafo sottoposti a stress meccanici e termici, causati dalla frizione che si origina durante le regate.
Non da ultimo, a fronte di costi sensibilmente superiori ai film tradizionali (ma comparabili con quelli dei film ultra-tecnici) il PEEK è riciclabile, quindi gli sfridi di lavorazione possono essere valorizzati. La possibilità di operare con spessori molto sottili consente inoltre di ridurre la quantità di materia prima utilizzata e, di conseguenza, ottimizzare costi complessivi di produzione.
I nuovi film saranno visibili al K'2007 presso lo stand di Victrex (Pad. 5, Stand F40)
Per informazioni: Victrex e Aptiv Films (in inglese)
12 luglio 2007 08:34
Presentata in Italia la nuova famiglia di film tecnici Aptiv, in versione amorfa e cristallina.Victrex ha presentato ieri a Milano la nuova serie Aptiv, destinata a competere nel segmento dei film tecnici ad altissime prestazioni, un mercato che a livello mondiale vale circa 15mila tonnellate annue, oggi dominato prevalentemente da poliimmidi e fluoropolimeri.
Prodotti in un nuovo impianto per filmatura da 300 tonnellate annue costruito a Thortnton Clevelys, in Gran Bretagna, che ha richiesto investimenti per circa 8 milioni di euro, i film vengono forniti da Victrex nei tipi amorfi e cristallini (eventualmente caricati con minerali), con spessore da 6 a 750 micron (tolleranza del 7%) e larghezze fino a 1.500 mm per i tipi con spessore fino a 200 micron, e fino a 800 mm nel caso di spessori più elevati.
I prodotti sono disponibili nella finitura standard opaca/lucida e, su richiesta, anche nelle versioni lucido/lucido e opaco/opaco. Sempre su ordinazione, la società britannica è in grado di fornire film trattati al plasma per le applicazioni che lo richiedono.
La produzione è completamente integrata: l'impianto parte infatti dal polimero PEEK prodotto nello stesso sito (Victrex ha attualmente una capacità complessiva di 3.800 t/a che entro la fine dell'anno sarà portata a 4.300 t/a) che, dopo una "filtrazione profonda", destinata ad aumentarne la purezza, viene granulato e avviato alla linea di filmatura. Questa si basa su un estrusore monovite di fattura tedesca. Una volta uscito dall'estrusore, il film viene calandrato e, in funzione della temperatura dei cilindri, origina un prodotto amorfo o cristallino.
Le prestazioni dei film sono le stesse del polietereterchetone utilizzato per estrusione o stampaggio: temperatura massima per uso in continuo di 260°C, elevata resistenza chimica, buone proprietà di usura e frizione, resistenza all'idrolisi, proprietà elettriche e certificazione FDA. rispetto ad altri polimeri ad elevate prestazioni, il PEEK possiede inoltre buone proprietà barriera.
Secondo Reinhard Veljovic, responsabile Victrex per il mercato italiano, i nuovi film si caratterizzano non per l'eccellenza in una specifica caratteristica meccanica o fisica, ma per il mix di proprietà e l'elevata flessibilità applicativa: sono idonei alla produzione di pre-preg non impregnati, sono metallizzabili e lavorabili al laser (microforature o incisioni); inoltre, possono essere fustellati, termoformati, saldati a caldo o laminati su substrati metallici.
Una interessante applicazione sviluppata da un'azienda tedesca prevede la compoundazione del PEEK con nanocariche; il materiale è quinti estruso in un film che viene successivamente laminato su un supporto metallico. La struttura, flessibile, viene quindi arrotolata per formare la sede di cuscinetti a sfera.
Un altro interessante sviluppo, illustrato da Uwe Marburger, responsabile dei film Aptiv per l'Europa, prevede la produzione di una pellicola molto sottile (6 micron, con densità di 7,5 g/m2) per l'isolamento acustico delle fusoliere degli aeroplani, potendo contare, oltre che sulla leggerezza, anche sulla resistenza al fuoco intrinseca del polimero. I tecnici della società britannica stanno ora lavorando per ridurre ulteriormente gli spessori.
Più in generale, le applicazioni del PEEK sottile sono quelle tipiche dei film ad alte prestazioni, dall'auto (guarnizioni, componenti di airbag,isolamento di alternatori) all'industria elettronica ( substrato per circuiti stampati), dall'industria dei semiconduttori all'alimentare e medicale. I film sono anche disponibili in forma di nastri adesivi per applicazioni di protezione e mascheramento.
Veljovic ha identificato interessanti possibilità in nuovi settori, dai display flessibili ai pannelli solari e transistor in film sottile, fino all'imballaggio hi-tech per l'industria medicale e alimentare. E, ancora, diaframmi per altoparlanti di cellulari, isolamento di fili e cavi, trasduttori a pressione e membrane di sensori.
La società francese Cabasse, per esempio, sta già utilizzando i film Aptiv per le membrane degli altoparlanti a 4 vie che equipaggiano un sistema audio dalle prestazioni molto avanzate. ma i film Aptiv erano presenti anche all'ultima American Cup: l'imbarcazione tedesca United Internet faceva uso di questi materiali per proteggere alcuni elementi dello scafo sottoposti a stress meccanici e termici, causati dalla frizione che si origina durante le regate.
Non da ultimo, a fronte di costi sensibilmente superiori ai film tradizionali (ma comparabili con quelli dei film ultra-tecnici) il PEEK è riciclabile, quindi gli sfridi di lavorazione possono essere valorizzati. La possibilità di operare con spessori molto sottili consente inoltre di ridurre la quantità di materia prima utilizzata e, di conseguenza, ottimizzare costi complessivi di produzione.
I nuovi film saranno visibili al K'2007 presso lo stand di Victrex (Pad. 5, Stand F40)
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