23 marzo 2026 12:42
ANIE, la federazione che rappresenta le imprese italiane del settore elettronico ed elettrotecnico, ha lanciato un allarme per i rincari delle materie prime e dei trasporti correlati alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, in particolare per quanto concerne le materie plastiche e i prodotti derivati dalla petrolchimica.
Un sondaggio condotto dalla federazione su un campione di oltre duecento aziende associate ha messo in luce le principali criticità della filiera E/E: oltre la metà delle imprese intervistate lamenta un aumento significativo dei costi di trasporto (57%) e delle materie prime (53%), mentre circa il 74% segnala ritardi nelle consegne.
Le maggiori tensioni - sostiene Anie - riguardano la filiera petrolchimica, dove gli aumenti possono arrivare fino al 30% dei costi complessivi delle lavorazioni. Tra i materiali più colpiti figurano conglomerati bituminosi e asfalti, calcestruzzi, materiali per ripristini provvisori e definitivi, oltre ad altre materie prime e semilavorati legati al ciclo del petrolio.
Preoccupa anche la dinamica dei prezzi delle termoplastiche — ampiamente utilizzate in ambito infrastrutturale, impiantistico ed elettronico — con incrementi dei prezzi superiori al 30%, che contribuiscono ad aggravare ulteriormente il quadro dei costi.
Non sono, però, solo i costi ad allarmare le imprese: molte tra quelle interpellate nel sondaggio segnalano problemi nella continuità delle forniture, con l’impossibilità di garantire stabilità sia nelle consegne sia nelle condizioni economiche. Situazione che rende più complessa la programmazione delle attività e rischia di compromettere l’equilibrio economico dei contratti in essere.
“Alla luce delle criticità che quotidianamente le imprese ci stanno segnalando, abbiamo avviato un confronto con i committenti per individuare soluzioni che consentano di preservare l’equilibrio contrattuale e garantire la continuità operativa dei cantieri, anche alla luce dei principi previsti dalla normativa vigente per eventi straordinari e imprevedibili”, afferma il Presidente di ANIE Confindustria, Vincenzo de Martino (nella foto).
“Resta tuttavia necessario un intervento a livello governativo per sostenere il settore e fronteggiare le criticità in atto: il solo confronto tra le parti non appare sufficiente a garantire la tenuta dei comparti industriali e la realizzazione delle opere infrastrutturali strategiche per il Paese. Garantire la prosecuzione degli interventi programmati, nel rispetto di condizioni economiche sostenibili per le imprese, rappresenta oggi una priorità condivisa”.
Federazione Anie, aderente a Confindustria, associa 1.100 aziende con circa 480.000 addetti, per un fatturato aggregato di 112 miliardi di euro e 27 miliardi di export nel 2024.
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