Arkema, Degussa, ICI, Lucite e Quinn Barlo dovranno pagare nel complesso 344 milioni di euro.
La Commissione Europea ha inflitto una multa salata, per complessivi 344,5 milioni di euro, a cinque produttori europei di polimetil-metacrilato (PMMA), rei di aver creato un cartello tra il 1997 e il 2002, scambiandosi informazioni confidenziali e accordandosi sulla fissazione dei prezzi e sul loro monitoraggio.
Le due società più colpite dal provvedimento sono la francese Arkema (al tempo Atofina, di proprietà Total) che dovrà sborsare 219 milioni di euro e la britannica ICI, multata per 91,4 milioni. La severità dei commissari è giustificata dalla recidiva delle due società.
Il provvedimento colpisce anche Lucite (25 milioni) e Barlo, oggi Quinn Plastics (9 milioni). Una quinta società, Degussa, è stata ritenuta colpevole, anche di reiterazione, ma ha ricevuto la piena immunità (e non pagherà alcuna multa) per aver svelato l'esistenza del cartello e aiutato le indagini.
Secondo la Commissione, rappresentanti delle aziende multate si sarebbero incontrati a più riprese in camere d'albergo in Irlanda e Germania per concordare i prezzi del PMMA in seguito applicati dalle diverse aziende nei differenti paesi europei.
“I cartelli sono una vergogna - ha dichiarato senza mezzi termini Neelie Kroes, commissario alla Concorrenza - e continueremo a punirli. Sono shoccata dal fatto che ICI e Arkema siano state multate un'altra volta: spero che questo provvedimento arrivi come una doccia fredda a dirigenti e azionisti che devono capire che i cartelli non sono e non saranno tollerati".
Arkema - che proprio in questi giorni si è quotata in Borsa - ha dichiarato che la multa non avrà impatto sui conti della società, poiché è stata già costituita una riserva e sono previsti meccanismi di garanzia concordati con Total. Il gruppo francese fa inoltre sapere che si riserva la possibilità di fare appello alla decisione.
5 giugno 2006 08:38
Arkema, Degussa, ICI, Lucite e Quinn Barlo dovranno pagare nel complesso 344 milioni di euro.
La Commissione Europea ha inflitto una multa salata, per complessivi 344,5 milioni di euro, a cinque produttori europei di polimetil-metacrilato (PMMA), rei di aver creato un cartello tra il 1997 e il 2002, scambiandosi informazioni confidenziali e accordandosi sulla fissazione dei prezzi e sul loro monitoraggio.
Le due società più colpite dal provvedimento sono la francese Arkema (al tempo Atofina, di proprietà Total) che dovrà sborsare 219 milioni di euro e la britannica ICI, multata per 91,4 milioni. La severità dei commissari è giustificata dalla recidiva delle due società.
Il provvedimento colpisce anche Lucite (25 milioni) e Barlo, oggi Quinn Plastics (9 milioni). Una quinta società, Degussa, è stata ritenuta colpevole, anche di reiterazione, ma ha ricevuto la piena immunità (e non pagherà alcuna multa) per aver svelato l'esistenza del cartello e aiutato le indagini.
Secondo la Commissione, rappresentanti delle aziende multate si sarebbero incontrati a più riprese in camere d'albergo in Irlanda e Germania per concordare i prezzi del PMMA in seguito applicati dalle diverse aziende nei differenti paesi europei.
“I cartelli sono una vergogna - ha dichiarato senza mezzi termini Neelie Kroes, commissario alla Concorrenza - e continueremo a punirli. Sono shoccata dal fatto che ICI e Arkema siano state multate un'altra volta: spero che questo provvedimento arrivi come una doccia fredda a dirigenti e azionisti che devono capire che i cartelli non sono e non saranno tollerati".
Arkema - che proprio in questi giorni si è quotata in Borsa - ha dichiarato che la multa non avrà impatto sui conti della società, poiché è stata già costituita una riserva e sono previsti meccanismi di garanzia concordati con Total. Il gruppo francese fa inoltre sapere che si riserva la possibilità di fare appello alla decisione.
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