La società svizzera Icotec ha applicato il processo automatico Composite Flow Moulding (CFM) alla produzione di sistemi di fissaggio in polietereterchetone (PEEK) rinforzato con fibre continue o lunghe a base di carbonio e vetro.
Con questo processo si riescono ad ottenere valori di resistenza elevati, fino a 600 Mpa/g/cm3, superiori a quelli offerti da alluminio e titanio, affermano alla Victrex, produttore del tecnopolimero. In applicazioni come i dispositivi di fissaggio (viti e dadi) prodotti in volumi elevati e in fase singola si ottengono buoni risultati senza la necessità di post-trattamenti.
Sempre secondo Victrex, la tecnologia CFM applicata al PEEK consentirebbe la produzione di dispositivi di fissaggio, partendo da semilavorati pultrusi, in grado di sopportare il trasferimento di carichi elevati senza danneggiare la filettatura. Le barre pultruse in polimero vengono allineate e convogliate ad alimentare una cavità pre-riscaldata dalla quale vengono trasferite allo stampo e formate sotto pressione.
Nella produzione di viti, il processo origina filettature rinforzate elicoidalmente, il che protegge efficacemente contro l’abrasione quando il componente entra nel foro – spiega la società - Inoltre, la presenza di fibre orientate consente di sopportare elevati carichi meccanici senza provocare il taglio della filettatura. La parte rinforzata in fibra di vetro può essere usata anche per 'maschiare' filettature in alluminio o in magnesio.
La matrice polimerica semi-cristallina del polimero presenta un punto di fusione di 343°C, una temperatura di transizione vetrosa di 143°C e una temperatura di esercizio in continuo di 260°C. Alla matrice possono essere abbinate fibre di rinforzo in carbonio, vetro, ceramica o metallo, in funzione delle esigenze specifiche dell’applicazione.
Un esempio sono i dispositivi di fissaggio realizzati con Victrex PEEK caricato con fibra di carbonio: con una densità di 1,6 g/cm3, il composito assicura una resistenza a flessione compresa fra 800 e 1.000 MPa e a trazione fino a 450MPa. In funzione dell’orientamento delle fibre, il rapporto fra carico dinamico e statico è compreso tra il 60 e il 90%.
I dispositivi di fissaggio realizzati con il processo CFM utilizzando polietereterchetone vengono utilizzati in una vasta gamma di applicazioni tecniche: ad esempio in Formula 1 per il fissaggio del telaio e di altri importanti componenti aerodinamici, come pure nell'industria aerospaziale per assemblaggi ed elementi di isolamento.
26 aprile 2006 08:31
Icotec applica la tecnologia CFM alla lavorazione di PEEK rinforzato con fibre continue o lunghe per produrre viti e sistemi di fissaggio.La società svizzera Icotec ha applicato il processo automatico Composite Flow Moulding (CFM) alla produzione di sistemi di fissaggio in polietereterchetone (PEEK) rinforzato con fibre continue o lunghe a base di carbonio e vetro.
Con questo processo si riescono ad ottenere valori di resistenza elevati, fino a 600 Mpa/g/cm3, superiori a quelli offerti da alluminio e titanio, affermano alla Victrex, produttore del tecnopolimero. In applicazioni come i dispositivi di fissaggio (viti e dadi) prodotti in volumi elevati e in fase singola si ottengono buoni risultati senza la necessità di post-trattamenti.
Sempre secondo Victrex, la tecnologia CFM applicata al PEEK consentirebbe la produzione di dispositivi di fissaggio, partendo da semilavorati pultrusi, in grado di sopportare il trasferimento di carichi elevati senza danneggiare la filettatura. Le barre pultruse in polimero vengono allineate e convogliate ad alimentare una cavità pre-riscaldata dalla quale vengono trasferite allo stampo e formate sotto pressione.
Nella produzione di viti, il processo origina filettature rinforzate elicoidalmente, il che protegge efficacemente contro l’abrasione quando il componente entra nel foro – spiega la società - Inoltre, la presenza di fibre orientate consente di sopportare elevati carichi meccanici senza provocare il taglio della filettatura. La parte rinforzata in fibra di vetro può essere usata anche per 'maschiare' filettature in alluminio o in magnesio.
La matrice polimerica semi-cristallina del polimero presenta un punto di fusione di 343°C, una temperatura di transizione vetrosa di 143°C e una temperatura di esercizio in continuo di 260°C. Alla matrice possono essere abbinate fibre di rinforzo in carbonio, vetro, ceramica o metallo, in funzione delle esigenze specifiche dell’applicazione.
Un esempio sono i dispositivi di fissaggio realizzati con Victrex PEEK caricato con fibra di carbonio: con una densità di 1,6 g/cm3, il composito assicura una resistenza a flessione compresa fra 800 e 1.000 MPa e a trazione fino a 450MPa. In funzione dell’orientamento delle fibre, il rapporto fra carico dinamico e statico è compreso tra il 60 e il 90%.
I dispositivi di fissaggio realizzati con il processo CFM utilizzando polietereterchetone vengono utilizzati in una vasta gamma di applicazioni tecniche: ad esempio in Formula 1 per il fissaggio del telaio e di altri importanti componenti aerodinamici, come pure nell'industria aerospaziale per assemblaggi ed elementi di isolamento.
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