3 luglio 2018 08:04
L’Ispettorato del lavoro di Bergamo ha denunciato due cittadini albanesi, terzisti per alcune aziende della gomma nel Basso Sebino, accusati di “caporalato” e sfruttamento di lavoratori in stato di bisogno.
Lo sfruttamento riguadava lavoratrici, sette di nazionalità senegalese e una di nazionalità indiana, che per tre euro l’ora dovevano occuparsi a domicilio della sbavatura di pezzi in gomma.
Le indagini, partite da un’inchiesta condotta dalla trasmissione televisiva di La7 Piazzapulita, hanno visto la collaborazione tra Ispettorato e Guardia di finanza di Bergamo.
L’ipotesi della sfruttamento - spiega l’ispettorato del lavoro - è legata alla magra paga, tre euro l’ora, remunerazione al di fuori di ogni scenario contrattuale, mentre l’approfittamento dello stato di bisogno è insito nell’accettazione delle condizioni di lavoro proposte, a cui va aggiunto un insalubre ambiente domestico, poiché troppo limitato per contenere i notevoli quantitativi di gomma da lavorare periodicamente.
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