3 agosto 2026 08:43
La giapponese Teijin ha sviluppato, per ora a livello di laboratorio, un composito a matrice termoindurente, rinforzato con fibre lunghe di carbonio, che combina autoriparazione attivata dal calore e riciclabilità, garantendo proprietà meccaniche equivalenti a quelle dei compositi convenzionali.
In caso di danneggiamento dello strato di resina, il materiale può essere riparato riscaldando la zona interessata a una temperatura prestabilita per un breve periodo. In questo modo è possibile prolungare la vita utile dei componenti, evitando una sostituzione anticipata.

Inoltre, il composito può essere rimodellato. A differenza dei termoindurenti tradizionali, che non fondono né fluiscono dopo la reticolazione, il nuovo materiale manifesta fluidità entro uno specifico intervallo termico, consentendo un sucessivo stampaggio a compressione o trasformazione mediante altri processi industriali.
Per recuperare le fibre di carbonio, è possibile immergere il materiale in una specifica soluzione chimica che decompone la resina. Nella prova illustrata da Teijin, il trattamento avviene per diverse ore, a temperature comprese fra quella ambiente e 80 °C.
Teijin prevede di avviare la campionatura nel corso del 2028. Le applicazioni più interessanti comprendono aeronautica, automotive, macchinari industriali e articoli sportivi.
Nel frattempo, Teijin Carbon sta cercando partner per progetti di sviluppo congiunto.
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